Action30 - Identikit
ACTION30 – BREVE IDENTIKIT AGGIORNATO (MAGGIO 2007)
Â
IPOTESI STORICA
stiamo vivendo una riedizione degli anni 30 del XX secolo.
CHE COS’È?
- un osservatorio sperimentale per cominciare a percepire le nuove forme di razzismo e di fascismo;
- una risposta militante (cioè performativa) alle nuove forme di razzismo e di fascismo che nascono nel contesto della biopolitica neoliberale.
COME?
- riprendiamo le performance antirazziste e antifasciste degli anni 30 (Georges Bataille, “Documentsâ€) e le giochiamo nei paesaggi dell’attualità (sport, supereroi ecc.) per vedere se ci aiutano a percepire le nuove forme di razzismo e di fascismo;
- riprendiamo il duello tra surrealismo (André Breton) e basso materialismo (Georges Bataille), in quanto divisione e politicizzazione dello spazio – artistico-filosofico-politico – delle avanguardie storiche che si sono confrontate con il razzismo e il fascismo; giochiamo questo duello nel presente per vedere se ci aiuta a dividere lo spazio delle classi dirigenti – le avanguardie “reali†– e a rispondere alle nuove forme di razzismo e di fascismo;
- cerchiamo di articolare il basso materialismo di Bataille negli anni 30 (il tragico come bassa o radicale finitezza dell’essere umano; spazzatura esistenziale che contesta) con il basso storicismo politico di Foucault negli anni 70 (la genealogia come memoria delle controcondotte e delle lotte storiche degli uomini infimi-infami; storia politica della spazzatura che insorge): questa articolazione la chiamiamo tragic-pop.
IPOTESI DI LAVORO
- la risposta alla biopolitica neoliberale non può che consistere nel giocare un sovrappiù (supplemento) di etica e di politica;
- biopolitica, ossia: non solo dei particolari dispositivi di sicurezza che regolano i processi biologici delle popolazioni, ma anche un nuovo sistema di valori fondato sulla profonda compenetrazione del biologico e dell’economico, sulla circolarità richiusa su se stessa tra questi due piani, presuntamente “naturaliâ€, che prospetta una nuova forma di “umanismo†bioeconomico; la biopolitica, in quanto bio-economico-politica, è un programma umanistico (cfr. la dottrina del capitale umano) nel quale la vita, la salute, il benessere, la sicurezza assurgono a valori supremi, a nuovi dei;
- neoliberalismo, ossia: non solo una particolare arte di governo politico degli uomini, ma quella forma di management politico che investe su un’etica della “cura di sé†fondata sui valori sublimi o supremi della vita, della salute, del benessere, della sicurezza, e che si presenta, quindi, come una tecnologia del sé in quanto capitale umano;
- l’ipotesi secondo cui la risposta alla biopolitica neoliberale non può che consistere in un sovrappiù (supplemento) di etica e di politica è, a sua volta, fondata su una nuova DIAGNOSI sul “disagio della civiltà â€: la nostra forma di vita è degradata, squalificata dal punto di vista delle sue poste in gioco etiche e politiche; in altri termini, l’ethos stenta a porsi come il campo di battaglia nel quale si mette in gioco, si rischia in modo radicale il proprio sé all’interno di un processo di soggettivazione aperto a una pluralità di opzioni e di pratiche possibili; il politico stenta a porsi come la possibilità di prendere posizione in modo radicale nei campi di battaglia (le “crisi†storico-politiche) nelle quali si fronteggiano l’eccesso o il grottesco del potere e la forza insurrezionale della spazzatura storica che prova a uscire dall’inferno;
- questo sovrappiù di etica e di politica non può che essere “basso†o “radicale†(sia nel senso tragico-esistenziale di Bataille, sia in quello genealogico di Foucault); perché l’elevazione, la sublimazione, l’astrazione, la razionalizzazione, in una parola, l’idealismo può essere il più grande amico, il grande cavallo di Troia del razzismo e del fascismo;
infatti, l’idealismo consente:
1) la sublimazione della feccia rivoluzionaria e della massa piccolo-borghese raccolte intorno alla figura gloriosa della guida – duce, führer, leader ecc. (cfr. management, esercito di supernormali, banalizzazione delle figure del santo, dell’eroe e del soldato nei piccoli supernormali come nuovi modelli sociali); il nuovo fascismo è una nuova forma di “superbassezzaâ€;
2) la neutralizzazione della forza etica (controcondotte) e politica (possibilità di costruire piani di alleanza con pezzi di classe dirigente) della spazzatura storica che contesta e prova ad uscire dall’inferno; tale neutralizzazione si produce attraverso una duplice sublimazione: a) della bassezza esistenziale (la tragica finitezza umana: Bataille); b) della bassezza storica (saperi minori, infami, squalificati, sepolti della gente: Foucault);
3) la riproduzione sublime e separata delle classi dirigenti attraverso la trasmissione “accademica†del sapere.
Alcuni aspetti concreti di questo nuovo idealismo bio-economico-politico “amico†delle nuove forme di razzismo e di fascismo:
1) la biopolitica neoliberale funziona come una specie di generalizzazione della tecnologia manageriale della comunità terapeutica: il suo fine è la gestione, più o meno repressiva o tollerante, della violenza, realizzata soprattutto attraverso schemi etici di “autogestione†della violenza stessa; la sua favola è che la violenza non abbia nulla a che fare con la politica, che ne sia la sua escrescenza eretica o mostruosa; mentre, in realtà , non c’è politica che non contempli un certo uso della violenza; anche la sublimazione della violenza resta un uso politico della violenza, che spesso produce effetti iperviolenti (cfr. invece il movimento argentino degli Hijos e la pratica degli escraches come esempio di lotta che fa saltare la distinzione manichea violenza/nonviolenza);
2) perciò, oggi, uno dei principali regimi discorsivi di sublimazione o di idealizzazione è il pacifismo teorico: non si tratta della pratica pacifista e non violenta come particolare modalità di lotta politica; non si tratta nemmeno del pacifismo come rifiuto della guerra pensata e praticata dalle classi dirigenti globali; si tratta di una squalificazione di principio della possibilità di “dichiarare guerra†al potere o di “sfidarlo a duelloâ€, che neutralizza in partenza ogni tentativo d’insurrezione a mani nude della spazzatura esistenziale e storica che prova a contestare e ad uscire dall’inferno (cfr. di nuovo il movimento Hijos e la pratica degli escraches);
3) l’idealismo si esprime oggi, in un mondo nel quale la sovranità è in crisi, attraverso una recrudescenza delirante di discorsi e posture di sovranità : la politica delira la sovranità , la religione delira la sovranità , la filosofia delira la sovranità , il mondo “psi†delira la sovranità ; il problema è che la gente sembra non domandare altro che maîtrise religiosa, filosofica, psicologica: come evitare di farsi sedurre da questa “sublime†domanda, delirando vecchie e nuove forme di sovranità ?
In conclusione, la STRATEGIA di A30 è quella di avvelenare le fonti di riproduzione delle classi dirigenti, rompendo i format accademici e desublimando in modo radicale le pratiche discorsive, artistiche, etiche, politiche ecc.
Â
Â
Â