John Steinbeck e la crisi degli anni ‘30

Questo “Uomini e topi”, breve romanzo scritto da John Steinbeck, è sostanzialmente un’opera di intesa poetica e trasporto emotivo. Un storia di sofferenza e disillusione viene presentata al lettore in chiave essenziale, denudata da arricchimenti e descrizioni approfondite, che avrebbero certo distolto l’attenzione dalla chiave primaria dell’opera. E infatti il motivo dominante in questo libro è il sentimento che sta alla base del disinganno sociale ed etico, la vana confidenza in un benessere irraggiungile, in un mito creato dalle macerie della depressione americana del decennio precedente, culminato nella celebre caduta borsistica di Wall Street.Un mito che induce alla fiducia, alla creatività , alla ricostruzione, ma che si rivela per quello che è, vale a dire mera illusione, anche in un paese che fonda la sua solidità sulla crescita economica. Essenzialmente Steinbeck critica i cultori di questo mito rigenerante, dominati da una sconfinata fiducia nell’agognato benessere.I temi fondamentali dell’opera vengono ripresi e approfonditi in molti dei successivi libri, e il contrasto e la frattura sociale che sfociano nella sofferenza interiore vengono analizzati minuziosamente da Steinbeck.Un’opere di grande presa emotiva, realizzata con perizia narrativa e con magistrale lirismo. Archetipo di un’illusione, trascina il lettore in un mondo distante e crudo, in un mondo dominato da stereotipi e modus vivendi la cui inadeguatezza si è manifestata nel tempo.
(Recensione di ALK libri)