L’uniforme e l’anima su Carmilla on line
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Una recensione di L’uniforme l’anima. Indagine sul vecchio e nuovo fascismo è apparsa su “Carmilla on line” a cura di Vittorio Sergi.Â
Il fascismo ricorrente: leggi la recensione
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Una recensione di L’uniforme l’anima. Indagine sul vecchio e nuovo fascismo è apparsa su “Carmilla on line” a cura di Vittorio Sergi.Â
Il fascismo ricorrente: leggi la recensione

L’esperimento di Stanley Milgram (vedi qui una riedizione): condotto nel 1961, aveva l’obiettivo di studiare il comportamento di soggetti a cui un’autorità (nel caso specifico uno scienziato) ordina di eseguire delle azioni che confliggono con i valori etici e morali dei soggetti stessi.  L’esperimento cominciò tre mesi dopo l’inizio del processo a Gerusalemme contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann.
Più di quaranta anni dopo, le cose cambiano. A svolgere il ruolo dell’autorità è il reality show, una conduttrice, le telecamere, il pubblico. Ad infliggere le scosse elettriche sulla vittima sono i partecipanti del reality. Sto parlando dell’esperimento sociologico condotto in Francia e spacciato per reality show, chiamato “La zona estrema”. In sintesi: 80 persone sono state selezionate per partecipare al nuovo reality. Ogni concorrente in studio e’ in squadra con un altro giocatore, che si trova invece isolato in una sala. A quest’ultimo viene chiesto di memorizzare alcune associazioni di parole, sulle quali gli vengono poi poste delle domande. Se sbaglia, il concorrente in studio lo deve punire, procurandogli scariche elettriche fino ad oltre 400 volt. In realta’ e’ tutta una messa in scena. Le scariche elettriche sono finte. Il giocatore che strilla dal dolore e’ un attore e cosi’ anche il pubblico e la presentatrice (Tania Young), che per tutto il tempo incitano i concorrenti alla tortura. Gli 80 partecipanti ignari si ritrovano cosi’ protagonisti involontari di un esperimento shock: solo pochissimi loro rifiutano di infliggere la pena, gli altri obbediscono senza ribellarsi.
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Piccola considereazione: nel reality, praticamente vi erano 80 conconcorrenti chiamati a torturare ripetutamente un concorrente, e che rinunciavano (o mettevano in sordina) il loro apparato decisionale per delegarlo all’autorità , i media.  Considerando che si passa mediamente davanti alla TV il 50 % della vita, mi chiedo quanto i valori e le decisioni dei “sudditi” dei media siano autonomi. Dice il filosofo: nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.
Vedi qui un estratto dell’esperimento (francese), recentemente trasmesso in Italia su LA7
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“Patrons voyous!” gridavano qualche tempo fa gli operai francesi. Esagerazione? Che dire allora dei KILLER DI AZIENDE?
In manette i “killer di aziende”. Arrestati 7 manager per bancarotta
L’unico a non essere finito in manette è Samuele Landi, ex presidende del cda di Agile e amministratore di Eutelia. È a Dubai, dove si cercherà di prenderlo
di ELSA VINCI
ROMA - «Killer di aziende. Hanno messo in strada i dipendenti deliberatamente, c’era un patto dietro il fallimento della società ». Arresti e 22 perquisizioni in tutta Italia per la bancarotta milionaria Agile-Eutelia, importante gruppo societario nel settore delle telecomunicazioni e dell’information technology. Otto le ordinanze di custodia cautelare, sette eseguite, l’unico a non essere finito in manette è Samuele Landi, ex presidende del cda di Agile e amministratore di Eutelia. È a Dubai, dove si cercherà di prenderlo.
Nel novembre dell’anno scorso era entrato nella sede romana di Eutelia, occupata dai lavoratori, capeggiando un gruppo di vigilantes e minacciando i dipendenti… (leggi seguito)
 
A me questo fatto di cronaca recente ricorda molto un libro di Mircea Eliade, Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi. I parallelismi fra mondo dell’azienda e mondo degli spiriti aumentano vertiginosamente, mi sa che sta nascendo una nuova branca del marketing, l’invocazione degli antenati.
(dal Corriere della sera)
Sui carboni ardenti alla convention
Nove agenti immobiliari ustionati
Motivation day» all’albergo Villa Icidia, in zona Vermicino. Per i ricoverati dieci giorni di prognosi
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ROMA - Deve essere diventato una vera giungla, il mercato immobiliare, un’arena infuocata: proprio come camminare sui carboni ardenti. A rischio di bruciarsi i piedi. È quanto è successo domenica pomeriggio a nove agenti immobiliari di uno dei più importanti gruppi italiani, che hanno avuto la ventura di partecipare ad un «motivation day»: uno di quei corsi per manager e venditori in cui, per «sviluppare la propria energia» e «raggiungere nuovi e ambiziosi obiettivi», si viene invitati a partecipare a sfide varie, «prima di tutto con se stessi». Come una passeggiata a piedi nudi sui carboni ardenti. Risultato: ustioni, per fortuna leggere, per nove incauti venditori, fra cui alcune donne, che hanno finito la serata al pronto soccorso, fra l’ospedale di Frascati e il Sant’Eugenio di Roma. Le prognosi sono inferiori ai 10 giorni, con i carabinieri al lavoro per accertare eventuali responsabilità penali. «Ma se non ci saranno denunce la storia per noi si chiude qui», spiegano gli investigatori.
Teatro della disavventura è stata Villa Icidia, hotel ristorante immerso nel verde nella zona di Vermicino, non molto lontano da Frascati. «Mi avevano chiesto di preparare il percorso sulle braci, nel giardino, con la sabbia intorno— racconta Serafino Bisirri, direttore dell’antica e romantica villa trasformata in albergo —. Ho fatto accendere il forno dalle due, se mi è sembrato strano? Un po’, ma quattro o cinque anni fa lo avevano già fatto, non ricordo se era la stessa agenzia, era andato tutto bene». Fatto sta che dopo il passaggio del «motivatore» professionista, Alessandro Di Priamo, gli altri si sono fatti convincere a seguirlo. Mal gliene incolse: «Mi ha avvisato un mio dipendente, quei poveracci si lamentavano per il dolore — racconta ancora Bisirri —. Ho fatto portare delle patate affettate. Al paese mio, Poggio Moiano, in Sabina, per le scottature si usa così». Ma i rimedi della nonna non sempre sono sufficienti, tanto che le vittime hanno preferito farsi vedere dai medici, piuttosto che sopportare stoicamente.
Nonostante la prova di coraggio quindi i nove agenti immobiliari non sono riusciti a «cambiare i propri stati d’animo ed i comportamenti per essere in grado di compiere azioni concrete ed ottenere nuovi risultati», come spiega il sito di Di Priamo, ex atleta di buon livello e (lo spiega lui nelle sue note biografiche) ex venditore porta a porta. Il «firewalk» è solo una delle sfide che propone nei suoi corsi: «La pirobazia aiuta le persone a formarsi una nuova rappresentazione interna delle proprie possibilità . Se qualcosa che appariva “impossibile” era soltanto una limitazione della mente, quante altre “impossibilità ” saranno in effetti altrettanto possibili?». «Io la gente non la capisco più — commenta però il direttore dell’albergo —. So soltanto che mi avevano prenotato anche la cena, per 44 persone, e invece sono andati via tutti. Davvero, ho buttato un sacco di roba, che peccato».
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C’est devenu une habitude, un invariant structurel venant étayer par le versant paradoxal cette montagne de symboles, cette Mythologie française confinant à l’universel : Le Tour de France ! Cette année, c’est le paria Floyd Landis qui, tel un repenti de la mafia italienne, se met à table et s’en prend à l’icône américaine par excellence : son ex-coéquipier, son frère de sueur et de sang : Lance Armstrong. L’idole de Georges Bush Jr. et de Nicolas Sarkozy en personnes, le héros lazaréen, le modèle, le bienfaiteur (via son ONG personnelle) a pourtant déjà une cape bien souillée puisque, depuis bientôt 10 ans, pas une affaire de dopage ne fait l’économie de son nom ni de ses agissements qui, apparemment, en feraient plus un acteur qu’une simple victime… Les affaires de dopage succèdent aux affaires de dopage, les procès aux procès, et même si des langues se délient rien ne semble en mesure d’entamer la montagne. L’homme du Texas est à l’image du Tour de France : à l’épreuve des balles ! Rien ne semble pouvoir l’entacher. Les mythes sont plus forts que la réalité c’est connu. Armstrong est invincible, pur agneau sans taches qui vise tel un demi-dieu une future carrière politique américaine au sein de laquelle, nous savons bien qu’un simple pétard peut ruiner n’importe quelle carrière. Il est bien sûr que lui, on ne le retrouvera jamais, pirate échoué sur l’ÃŽle des Morts, à Rimini…
C’est donc une guerre qui commence. Une guerre fratricide de manipulations, de communications et d’avocats, c’est-à -dire de révélations et de mensonges, de coups bas et de hautes vertus… Et pendant ce temps-là , les coureurs courent, les commentateurs commentent et les transfuseurs transfusent. Les chiens aboient, et la Caravane du Tour passe…
L’avenir judiciaire nous dira -peut-être -si le colosse d’airain avec sa volonté de fer et son discours de plomb avaient, oui ou non, des pieds d’argile.
Articoli : (in francese) / (in inglese)
Sto leggendo da qualche giorno La morfologia della fiaba di Propp, studio “vecchio” ma che sorprende per la sua analiticità e modernità , nonché per il rigoroso metodo scientifico applicato, per quanto possibile, a dei testi raccolti dal folklore del mondo intero. Il libro non può che ricordare (inaspettatamente, anche per alcune conclusioni) un altro capolavoro della mitologia comparata, e cioè L’eroe dai mille volti di Joseph Campbell, studio che divenne la Bibbia di sceneggiatori del cinema come George Lucas. Cosa hanno in comune, dal punto di vista morfologico, le storie su Gilgamesh, Edipo, Teseo, Budda, Bastiano (il protagonista de La storia infinita, di Michael Ende),  Gesù Cristo, Neo (l’eroe di Matrix), Pinocchio, Ulisse, Luke Skywalker (l’eroe di Guerre stellari), Frodo Beggins (l’eroe del Signore degli anelli), le storie dei giochi di ruolo o quelle di altri miti famosi delle culture umane? Cosa hanno in comune, per esempio, con la vita di Peter Parker o di tanti altri supereroi dei fumetti?  Non si tratta qui di cercare derivazioni, analisi genetiche, ma di “semplici” analisi formali, come quelle che fa Mircea Eliade nel Trattato di Storia delle religioni. Si tratta anche, in latere, di determinare come funziona la mente umana, la cultura, quali sono le meta-forme da cui viene attratta, quelle che conserva più facilmente e che “crea”, investe di “sacralità ” antistorica più facilmente. Campbell riassume e semplifica le cose in alcuni punti: l’eroe, il protagonista dei miti (oggi come ieri) affronta quattro fasi principali: 1) fase dell’innocenza, della vita ordinaria o dell’infanzia  2) separazione 3) iniziazione 4) ritorno. Ognuna di queste fasi ha al suo interno diverse varianti e componenti. Ad esempio, nella fase 1 spesso avviene che, all’inizio, l’eroe “rifuita” la chiamata ad una nuova vita, rifuta la separazione. Afflitto da tentennamenti, l’eroe supera una figura che Campbell definisce il Guardiano di Soglia, che offre all’eroe un quadro di quello che gli aspetterà e gli fa da guida.  La fase 3 infatti spesso si compone  dell’incontro dell’eroe con un mentore, un vecchio saggio, con degli aiutanti.  L’iniziazione è la fase “dolorosa”, con spesso la morte dell’eroe, la prova (l’eroe è divorato dal mostro, l’eroe combatte il mostro, l’eroe è smembrato, l’eroe patisce), con un immancabile oracolo che preannuncia tutto ciò, o con l’incontro con una Dea o con la donna perfetta di cui si innamora. Il ritorno, dopo l’apoteosi dell’eroe e la riconciliazione con il padre, è caratterizzato da una nuova forma di vita, quasi divinizzata, sacra, piena e ricca, responsabile, libera.


Qualche esempio. Siddharta è un principe ricco e potente, protetto dalle premure del re padre. Un vecchio preannuncia, alla madra Maya, appena nato, il suo futuro glorioso. Siddharta vive all’interno di una città protetta da mura, in cui egli non conosce povertà , la vecchiaia né la sofferenza. Ma un giorno decide di scoprire cosa sia la sofferenza, la vecchiaia, la morte, e abbandona il nido paterno. L’ “iniziazione” lo farà maturare, gli permetterà di vincera Maya, l’illusione-ignoranza, e Kama, il “mostro” con le sue tre pericolose figlie: dopo anni di ascesi, Budda scopre la “via di mezzo” e redime (in un senso non cristiano) il mondo, raggiunge l’illuminazione sotto l’albero Pipal. L’apoteosi gli permetterà di essere l’Illuminato, il Signore del mondo. La vita di Gesù Cristo morfologicamente è molto simie a quella di Budda, con l’aggiunta del del golgota (la “morte” per eccellenza) e della riconciliazione con il padre, il padre che ESIGEVA un sacrificio.
 
 Il paragone però si assume meglio con un mito pop cinematografico, e cioè Guerre Stellari. Luke vive una vita ordinaria, con gli zii, unumile contadino. Poi la chiamata al superamento della soglia: entra in scena C1 con il  suo videomessaggio. Il guardiano di Soglia è il vecchio jedi Kenobi, che pian piano guiderà inizialmente  il giovane sulle vie della forza, verso il suo destino, e cioè sconfiggere il mostro, l’impero, e il vero mostro freudiano, Darth Fener, il “padre”, con cui si riconcilierà .. In questo lungo, doloroso viaggio (vi è perfino la “caverna” nella quale Yoda, vero mentore di Luke, lo inizierà alla forza), vi si affiancano dei compagni di viaggio, come Leila (che svolge anche il ruolo di eroina e donna amata), Yan Solo e Chubecca.Â
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A livello di una analisi sulla morfologia “genetica”, nella lontana base genetica di questi miti (d’oggi come di ieri) per Propp come per Campbell ci sarebbe il monomito rituale originario, e cioè l’ancestrale e onnipresente rito di iniziazione dei popoli “primitivi”: al sorgere della pubertà l’iniziato veniva lasciato nella “foresta”, dove avviene lo “smembramento” rituale da parte del “mostro” o degli officianti del rito di passaggio, come prova del passaggio dalla adolescenza a maturità . Il rito, che deve essere “doloroso” e angoscioso, permette il ritorno dell’uomo al suo villaggio. Campbell però si spinge, anche diversamente da Levi-Strauss, sul considerare le strutture mentali alla base di tali costruzioni, ed avvicinandosi alle teorie di Jung sul considerare simili strutture mitopoietiche come “innate”.
Ma eroe pop è anche la Nazionale Italiana nel 2006, celebrata e deificata per le strade di Roma (dalla morte di calciopoli alla resurrezione della finale di Berlino) così come Silvio Berlusconi, che combatte il ”mostro” (Tartaglia, i comunisti, i traditori finiani, la stampa, i magistrati), che muore e risorge, che finalmente “scende in campo” dopo una vita “ordinaria” e “privata”, non al servizio dei cittadini. Berlusconi perseguitato, ma che continua a seguire il suo destino. Berlusconi che si è fatto dasolo, che con le sue forze, partendo da perfetto sconosciuto, dalla banalità e quotidinaità , è diventato l’uomo più potente d’Italia. Berlusconi e i suoi profeti, i suoi fedeli oracoli, Baget Bozzo e Don Verzè. Studiare mitologia comparata però fa capire che non è l’eroe che fa interpetare questi eventi come ”mitologici”, ma sono questi eventi, massificati e ideolocizzati, direi “messi in archetipo”, a creare l’eroe. Creare dei prefissi, dei sur-, equivale a nient’altro che creare una metastoria ideale e modellarla su strutture ben note, strutture che la narrativa sfrutta dal giorno in cui l’uomo ha creato il primo mito intorno al primo fuoco.Â
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