Archive for Giugno, 2010

Mercoledì, 23 Giugno 2010

Catastrofi calcistiche e speculazioni politico-filosofiche

Posted in Sport, Action30 - 3 by Milingo

Il caso della nazionale francese di calcio…

 

Nel bicchier d’acqua di un banale psicodramma sportivo,

la tempesta dei grandi dibattiti francesi sull’identità nazionale e sul (fallimento del) modello d’integrazione 

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Mercoledì, 23 Giugno 2010

Reality come “sur-realtà”

Posted in Reality Show, Action30 - 3 by Milingo

La morte va in onda sul reality
In America cade l’ultimo tabù
Discovery Channel trasmette con “Deadliest catch” le avventure del capitano Harris e l’infarto fatale che lo colpisce. Il lungo addio del protagonista, eroe della pesca in Alaska, farà impennare gli ascolti. Ma divampa la polemica
di ANGELO AQUARO

(…) Il lungo addio del capitano farà impennare gli ascolti. Ieri la prima scena clou: Phil viene colto da malore e soccorso dai figli. Ma la tv ha già sfornato anche i plot delle prossime puntate. Martedì prossimo il resto della flotta viene messo al corrente della notizia e gli altri capitani commentano la disgrazia senza, ci mancherebbe, mettere barra a babordo: è la dura legge di Bering. Martedì 6 luglio i figli accudiscono il papà al capezzale dell’ospedale che si chiama Anchorage. Martedì 13 luglio il povero capitano soccombe alla battaglia e muore: blitz a New Orleans per un funerale in stile jazz. Martedì 20 luglio gli altri membri degli altri equipaggi ricordano il caro estinto. Martedì 27 rieccoci nella tempesta: i sopravvissuti ricordano ancora il capitano ma le acque procellose dell’Alaska già preannunciano nuove avventure. Fine della stagione numero 6, Deadliest Catch vi dà appuntamento all’anno prossimo (…)

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In Videodrome, David Cronenberg affida le sue profetiche visioni al personaggio di Brian O’Blivion, vagamente ispirato al sociologo canadese Marshall McLuhan di cui lo stesso Cronenberg fu allievo. Fondatore della “Chiesa Catodica”, il professor O’Blivion affida a una serie di video registrati, che continuano a uscire anche dopo la sua morte, l’annuncio apocalittico di una nuova religione universale: “Lo schermo televisivo è ormai il vero occhio dell’uomo […]. La televisione è la realtà, e la realtà è meno della televisione“.

Ha ancora senso parlare di “tabù infranti”? Tutto può / deve essere (televisivamente) “spettacolarizzato” per assurgere allo statuto di “realtà”. Ciò che chiamiano “reality (show)” non è altro che la logica o il dispositivo grazie al quale un supplemento spettacolare si aggiunge alla realtà facendola apparire come tale. Vecchia capacità “apofantica” della techne o del linguaggio. Ma, con buona pace di Heidegger, la techne non si presenta oggi nella forma del poetico, bensì nella forma del televisivoo. Ovvero, cosa ancor più scandalosa, il poetico stesso si presenta oggi nella forma del televisivo…

 

 

 

Mercoledì, 23 Giugno 2010

Eroi e martiri… del marketing!

Posted in Supereroi e Supernormali, Action30 - 3 by Milingo

 

Quella foto shock non aiuta Saviano
di BENEDETTA TOBAGI
IL PROSSIMO numero di Max pubblica in apertura una grande immagine di Roberto Saviano cadavere, steso su una barella da obitorio, con tanto di cartellino di identificazione legato all’alluce, ripreso di scorcio dai piedi. La figura evoca il Cristo morto del Mantegna e il celebre scatto sul Che Guevara ucciso.

Secondo Benedetta Tobagi, “in questo gioco  -  perverso  -  non si rende affatto un servizio a Roberto Saviano, uomo e scrittore. Si contribuisce infatti a schiacciarlo in un’immagine bidimensionale, un simbolo, un’icona. Si collude con chi lo tratta come un oggetto di marketing o di chiacchiere da salotto”.

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Venerdì, 18 Giugno 2010

L’uniforme e l’anima sulle chimere

Posted in Action30 - 3, razzi-fascismo vecchio-nuovo by blixa bargeld

 

La rivista di schizoanalisi Chimères, fondata da Deleuze e Guattari, segnala l’uscita di L’uniforme e l’anima sul numero 72 intitolato Clinique et Politique:

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Giovedì, 17 Giugno 2010

Catastrofi e nuovi fascismi

Per chi sognava che la crisi economica avrebbe destabilizzato il modello neoliberale, il risveglio dev’essere stato brusco. Il caso Fiat a Pomigliano d’Arco mostra efficacemente come, al contrario, la crisi possa essere usata per rosicchiare l’osso (ossia tutto quello che resta) dello stato di diritto e dei diritti dei lavoratori. In nome della “sopravvivenza”, prendere o lasciare…

Si legga a questo proposito l’interessante e, ragionevolmente, drammatico editoriale di Marco Revelli su “il manifesto” del 16 giugno 2010, intitolato La legge del più forte, di cui riportiamo qui qualche significativo passaggio.  

“…a Pomigliano quello che muore non è solo un modo di fare sindacato, ma è la nostra stessa modernità industriale, fatta di conflitto, negoziazione, regole e normative, a rischiare di dissolversi. E quello che si profila è un nuovo «stato di natura», in cui a contare è ormai solo la legge del più forte, momento per momento, occasione per occasione. Un mondo che non è solo post-socialista e post-novecentesco, ma che vede travolgere le stesse basi del più antico «stato liberale»: quello del costituzionalismo, dell’impero della Legge, dello Stato di diritto. Potrà apparire un caso, ma che nel medesimo tempo si allineino nel cielo del nostro paese - come in un’infausta congiunzione astrale - l’attacco di Berlusconi alla Costituzione, la legge-bavaglio dell’editoria e il «lodo Marchionne» (sbandierato da fior di ministri come «nuovo modello» di relazioni industriali), suona come un pessimo auspicio. E che a trainarci oltre quel confine sia uno come l’A.D. della Fiat, che non è un «fascista», che non veste l’orbace ma un maglioncino casual ed è stato a lungo un esempio di liberal progressista, non ci rassicura affatto. Anzi, ci spaventa di più….”

Sono sempre i manager, legittimati dal nuovo imperativo categorico che ingiunge di “gestire tutto, costi quel che costi”, a spingere sull’acceleratore della catastrofe portandoci oltre i limiti che la stessa cultura liberale prescrive. Nell’Uniforme e l’anima lo diciamo abbastanza chiaramente, sulla scorta di alcuni romanzi di James G. Ballard i cui protagonisti sono appunto dei manager-coach ad alto contenuto trasgressivo, e anche l’A.D. della Fiat, con il suo maglioncino casual e la sua formazione filosofica, potrebbe essere un personaggio molto ballardiano…  

Tuttavia, il valore d’uso della catastrofe continua a restare in bilico. Una variante del “benvenuta catastrofe” sembrerebbe fornircela la recente presa di posizione di Obama, che predica il passaggio all’energia pulita dopo la marea nera che ha investito le coste degli Stati uniti.

La missione di Obama: “Energia pulita, è l’ora”
Primo discorso alla nazione in diretta tv dedicato all’emergenza della marea nera: “Bp pagherà, vinceremo questa guerra. Ma dobbiamo agire: non possiamo consegnare ai nostri figli questo futuro”

 

Martedì, 8 Giugno 2010

Analogie medico-fasciste

 I Medici nazisti

I medici di Bush studiavano le torture
Nuove rivelazioni sulle tecniche di interrogatorio: i sanitari consigliavano nuovi metodi in base alle reazioni dei detenuti

NEW YORK - L’ultimo regalo dell’amministrazione di George W.Bush a Barack Obama è un’accusa che rimanda alla Germania nazista: i prigionieri usati come cavie umane. Il Nobel per la Pace ora dovrà sopportare anche questo… LEGGI SEGUITO  

L’analogia è d’uopo: cfr. tanto per fare un esempio il libro di Robert Lifton, I medici nazisti. La psicologia del genocidio, BUR Rizzoli, 2007.

 

Lunedì, 7 Giugno 2010

Nuovo colonialismo e tv

si legga il seguente articolo giunto fresco fresco dal Festival dell’economia di Trento:

In Brasile con le telenovelas si fanno meno figli. In Rwanda la radiosoap che aiuta la riconciliazione
La ricerca di una docente della Bocconi dimostra l’enorme influenza che le soap opera possono avere nell’evoluzione dei costumi. In India hanno contribuito all'’occidentalizzione’ delle donne. “Sono più efficaci di due anni in più d’istruzione”

leggi l’articolo

la domanda è: ci fanno o ci sono?

perché l’equazione “occidentalizzazione” = “evoluzione” è degna di un lapsus (politico, beninteso, cioè classicamente colonialistico)

tutto nel segno della tv, che come sostiene allegramente il Silvio nazionale è il più efficace strumento pedagogico, giacché insegna a parlare, a pensare e a spendere (all’occidentale)

guarda video1

guarda video2

con buona pace di Pier Paolo Pasolini, la frittata è stata completamente rovesciata: la tv ha vinto il Kulturkampf, e oggi non si può fare altro che inchinarsi a questa nuova egemonia culturale…

Martedì, 1 Giugno 2010

quotidiano

Posted in Donne e uomini-talpa by Zapata

La banalità del quotidiano è l’orizzonte di conquista dei mercanti dell’immaginario. Un ritornello tranquillo, una canzone senza sfumature. Sanremo. La tranquillità del senso che riempie un vuoto. La “normalità”. Il Cinema, la radio, l’Editoria e la TeleVisione. Immagini e Parole. E’ il ritmo dei giorni che passano, una scansione uniforme del tempo. Tutto va come deve andare. E’ una giornata perfetta. Sempre, nonostante tutto. Niente può rompere l’unità del quotidiano. Arriva fin dentro le ossa, si attorciglia allo stomaco. E’ un pieno che non lascia spazio ad altro. Non c’è dimensione per un moto creativo, per l’indignazione. L’urlo della critica è strozzato. E’ la ripetizione degli stessi gesti. E’ la ridondanza delle stesse espressioni del volto, delle stesse paure. Fino ad accorgersi di essere massa. Siamo individualità ammassate. Troppo individuali per accorgerci di essere massa e troppo massificati per renderci conto della nostra singolarità.