Sabato, 27 Giugno 2009
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Fantastico servizio di Vincenzino Mollica sul TG1 dedicato alla morte di Michael Jackson.
Immagini della pop star sui Carmina Burana musicati da Carl Orff (nel 1937).
Forza Italia, che sei all’avanguardia!
 
http://www.taraki.fi/tun.php?p=9-13295 PmNlcseaiilrPp
Venerdì, 26 Giugno 2009
Durante l’ultima campagna elettorale per l’elezione del primo cittadino della città di San Nicola, qualche burlone ha scritto alla segreteria dello sfidante Simeone Di Cagno Abbrescia consigliandogli di aggiungere altre due varianti alla “geniale” campagna che intenteva perorarne la causa.
Sulla scorta di Baricellona (sic) e Barigi (sic), la simpatica canaglia proponeva: 1) Baricocele (prosaico ma efficace) e 2) BarBari, a sua volta leggibile in due modi: (a) con trattino: Bar-Bari (riferimento alla “Bari da bere” promossa dallo stesso Di Cagno Abbrescia quando era Sindaco: cerca su Google Piano Urban  / Bari Vecchia / Movida); e (b) senza trattino: Barbari (ma sì, per una volta diciamo la verità senza troppi calcoli populisti).
E perché no BARBAPAPI’?
E’ proprio vero, il diavolo ne sa una più del copywriter.
Da dove spunta fuori, infatti, puntuale e fatale, il getto purulento dell’affaire più pruriginoso del secolo (è appena iniziato, ma fa niente)? Â
Ma dalla succitata Bari!!! La Bar-Bari dei Barbari…
E già qualche neomelodico locale, scavalcando a destra Apicella, sta lavorando a una crepuscolare Serenata di Barbapapi ‘nderre a la lanz.
PS A proposito di serenate, a Posillipo questa volta: bisogna riconoscere che tutto è cominciato in effetti a Napoli… Bari e Napoli, Napoli-Bari, asse di una nuova bildung politica? Sono sempre stato colpito dal fatto che tra i partecipanti agli spettacoli di Maria De Filippi ci sia un folto gruppo di baresi e napoletani…
Venerdì, 26 Giugno 2009
Michael Jackson è morto, icona degli anni ‘80, ricordo con una certa malinconia che la mia prima musicassetta comprata all’età di 7 o 8 anni da un venditore ambulante immigrato, durante una festa patronale, era proprio un disco di Michael Jackson. Non nascondo neanche, che ho anche io (ma chi tra i nati nei primi anni ‘80 non l’ha fatto?) provato ad imitare la celebre moonwolker, devo dire con discreto successo. Ora al di là dei miei trascorsi, certo è che Jackson ha segnato un epoca e probabilmente la decadenza dell’icona è lo specchio della decadenza dell’epoca stessa. L’epoca del posto fisso, del buonismo, della speranza liberal-borghese che cancellava lo spettro comunista che da un secolo si aggirava per l’europa. Si dice che negli ultimi giorni Jackson vedesse fantasmi e del resto come dargli torto, di spettri in europa e nel mondo ce ne sono eccome, purtroppo la maggiorparte non della natura auspicata da Marx. Si potrebbe soffermarsi su diversi punti, mi sobbalza che le icone anni ‘80 hanno tutte una sorta di caduta sessualmente drammatica. In fondo anche Berlusconi è icona anni ‘80, e Villa Certosa è effettivamente paragonabile alla villa parco giochi di Neverland. Il cantante afroamericano è stato sicuramente il prototipo del cantante ONG, socialmente impegnato nella promozione dei diritti dell’infanzia. Non era Morrison o Hendrix, beveva acqua minerale, aiutava i bambini e secondo molti li portava anche a letto e si sa, ti viene perdonato tutto tranne la perversione sessuale, anche se presunta. Pochi dubbi sul fatto che sia stao il pioniere della Performance in campo artistico, altri temi legati a Jackson sono sicuramente la trasformazione del corpo e la paranoia securitaria che di fatto lo hanno distrutto. In fondo il Re del Pop, altri non era che l’ombra corta del liberismo arrembante, voglioso di mettersi alle spalle i fantasmi degli anni ‘60 e ‘70 ma che produce parossisticamente gli spettri degli anni ‘20 e ‘30. Ironia della sorte o astuzia della ragione che dir si voglia, Michael Jackson è morto lo stesso giorno di Michael Foucault.
garrincha thriller Â
http://www.fogoforum.us/media.php?p=3-3880 T
Giovedì, 25 Giugno 2009
Volevo sottoporre alla vostra attenzione e critica questa lettera
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-10/lettera-farinella/lettera-farinella.html?ref=search
Aldilà di essere d’accordo o meno, io personalmente lo trovo un pò dipietrista, ciò che mi piacerebbe capire e se si può parlare di ”rivolta” (ehm un un pò troppo) facciamo attacco al potere patorale, certo in nome di altro pastorato, ma tanto vale capire il tipo di attacco. A me sembra che questo prete, usi la questione Berlusconi come grimaldello per attaccare in realtà la biopolitica cattolica. Non a caso i suoi riferimenti, Englaro, i DICO, i finanziamenti alle scuole private, sono i tempi più cari al governo cattolico, quelli sui quali c’è stata più pressione, quelli che riguardano più direttamente la vita delle persone, dei fedeli da “salvare”. Certo il Farinella si sofferma oltremodo non sul fatto che questo tipo di biopolitica sia sbagliata ma che sia perdente, ossia che quelle stesse vite che si cerca di governare attraverso un determinato agire politico si vanno in realtà perdendo. Ciò che mi sembra interessante è in realta la prospettiva dello scontro, il fatto che un prete di strada tenti di asportare il monopolio del magistero, ossia del pastorato. Del resto, anche se non lo dice, ma lo si deduce, il Farinella imputa alla gerarchia Ecclesiale, di avere nei confronti dell’attuale governo un atteggiamento simile a quello avuto nei confronti del Fascismo; sembra quasi dalle tonalità di temere il riproporsi di nuovi sciagurati patti lateranensi che si ergono sulla vita delle persone (dununcia sul silenzio circa i respingimenti, ma anche l’indistinzione nei rimproveri, “dire tutti” è dire nessuno). Il problema è capire se e quando, possa una certa riflessione estendersi verso il basso e possa creare canali di comunicazione. Personalmente resto scettico, trovo ancora troppo monolitico e forte il Ratzingeresimo e poco controconducente il cattolicesimo attuale, però non si sa mai, magari lo scontro si allarga…
garrincha scetticurioso
Domenica, 21 Giugno 2009

Mi permetto di rovesciare il titolo di un capitolo (intitolato Des stades sans dieux) del grande libro di Alain Ehrenberg, Le culte de la performance, e rinviarvi a un servizio fotografico, apparso oggi su Repubblica.it, che si commenta da solo :
“L’arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi ha incontrato oggi allo stadio Meazza i ragazzi della diocesi che nel corso di quest’anno si sono preparati alla Cresima. Tra ragazzi, genitori e accompagnatori, hanno partecipato circa 50.000 persone, già iscritte all’evento. Durante l’incontro con i ragazzi l’arcivescovo si è rivolto loro richiamando i contenuti della lettera che anche quest’anno ha indirizzato ai cresimandi, dal titolo “Il Frutto dello Spirito”, esortandoli nella scoperta di essere parte di una grande “famiglia” in cui vivere e crescere: la Chiesa” (vedi).

Ringrazio per la segnalazione il grande amico sommamente ateo Monsieur M’lis.
V.
http://www.nickwolven.com/truck.php?p=3-3200 Aadnathn doaeMxn
Domenica, 21 Giugno 2009
 
Clicca qui, un ottimo blob-collage Â
Domenica, 21 Giugno 2009
Scrivo questo post da un lato per distrarci un pò dal Berluscagate, dall’altro per rinpinguire una categoria, quella dei videogiochi, da me preposta e finora poca sviluppata. Oggetto della mia lente d’ingrandimento è la gioconda dei games, il devid dell’elettronica, la guenica digitale. So che tutto ciò possa sembrare blasfemo, eppure Metal Gear Solid, diretto e prodotto da Hideo Kojima, è un autentico capolavoro e ha diretto al titolo di Opera. La saga di Metal Gear viene sviluppata da circa 20 anni e può contare su una decina di titoli su svariate consol. Le assolute novità proposte da questo games sono l’introduzione dello steahlt (ossia non si va avanti ammazza e spara, ma si deve cercare di cogliere l’avversario di sorpresa evitando l’approccio frontale nel quale si avrebbero poche possibilità di sopravivere) e dunque l’introduzione dell’elemento strategico. A ciò si aggiunga una forte caraterizzazione dei personaggi anche a livello psicologico e l’utilizzo di sequenze cinematrogafiche e di una colonna sonora degna di un colossal hollywudiano. Ciò che colpisce tuttavia maggiormente di Metal Gear solid sono la complessività della trama, la richezza dei temi trattati e perchè no, anche un certo approccio critico. Dunque la storia inizia con il cosidetto progetto “Les enfants terribles” che mira alla creazione del soldato perfetto, capace di resistere a qualsiasi situazione fisica e psicologica, tema trito e ritrito che tuttavia viene qui trattato con una certa originalità . Il progetto consiste nel clonare il famigerato Big Boss, il migliore soldato mai esistito ( le cui vicende saranno oggetto del prequel Metal Solid Gear 3: Snake eater). Degli otto cloni progettati, ne vengono soppressi 6 al fine di garantire il migliore sviluppo possibile dei due rimasti, chiamati Solid Snake e Liquid Snake, dove il primo ha i geni recessivi e il secondo quelli dominanti, anche se ironia della sorte entrambi credono l’esatto opposto e sono condotti perciò a odiarsi a vicenda. Mentre Liquid (capace di parlare tutte le lingue del mondo e di poter sopravivere in qualsiasi condizione di guerra) decide con un gruppo di terroristi di costruire un aggeggio infernale, il Metal Gear appunto, capace di lanciare testate nucleari da terra muovendosi con relativa agilità . Al contrario Solid è un alcolizzato e fumatore che rifiuta il suo ruolo sociale e vive in Alaska, ma che tuttavia viene reclutato per disturggere la minaccia rappresentata dal Metal Gear. Ovviamente il nostro compito da videogiocatori sarà quello di distruggere il Metal Gear impersonificando Solid Snake. Senza impellagermi in una trama complessa che meriterebbe in ogni caso attenzione in ogni sua sfacciettatura ed evoluzione, vorrei soffermarmi sul modo in cui i due fratelli solid e liquid vivono il loro essere super. Liquid è ossessionato da Solid, crede di essergli inferiore vive come un fantasma e addiritura perde il suo corpo, una sorta di esistenza spettrale e allo stesso tempo incapace di uscire dal ruolo a lui assegnato, nient’altro che una macchina da guerra. Solid al contrario è un eroe strano, difficilmente ricunducibile sia al Capitan America sia all’antieroe, estremamente introverso, riflessivo e disincantato vive la sua vicenda come specchio della realtà , svolge le sue missioni ma al tempo stesso è sospettoso, tende a recidere i fili della marionetta del supereroe; si potrebbe dire che stà nella parte a modo suo. Decide di distruggere i metal gear più per una convinzione personale che per un ordine, di qui forse l’intendo do Kojima di creare questo personaggio poco dotato geneticamente rispetto al fratello ma molto più deciso e grintoso nonchè critico su se stesso e sul mondo. Ed ora una chicca per Milingo, in realtà all’esperimento è sopravvisuto un terzo fratello Solidus, nè Liquid nè Solid, nè recessivo nè dominante, tutto estremamente bilanciato. Il suo ruolo all’interno del gioco/trama/storia….è il Presidente degli Stati Uniti!!! Capacità profetica dei videogiochi, semplici coincidenze o Kojima aveva capito che dietro il supersoldato c’era già il superpresidente? e sopratutto un super estremamente bilanciato, super ma non troppo.
Garrincha Snake      Â
Sabato, 20 Giugno 2009
 
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Sollevo i miei occhi verso i monti:
di dove viene il mio aiuto? (Salmo 120)
Di solito non sono un uomo religioso, ma se tu sei lassù, salvami, Superman! (Omer Simpson)
Qui la risposta
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Sabato, 20 Giugno 2009

Il popolo contro Silvio Berlusconi?
La libertà non fa eccezioni, il rifiuto di ogni tipo di discriminazioni nemmeno, l’avversario politico si combatte politicamente non infilandosi dentro i letti, serpeggiando nella biancheria intima per trovare chissà quali streghe e stregoni…
Certo, c’è un uso politico del corpo femminile, un fenomeno così massiccio in Italia da aver trasformato la Repubblica delle banane (frutti) nella Repubblica delle banane (…) belle dritte e turgide, come monumenti alla virilità  del maschio bianco neoliberale…
Ma quest’uso politico del corpo femminile si combatte ancora politicamente, non moralisticamente, non in modo illiberale…
Non combattiamo per riconoscere il diritto delle prostitute a professare che per loro la prostituzione non è sempre obbligo e schiavitù, ma può essere anche una libera scelta, e poi mandiamo al rogo le puttane di lusso che sono disposte a pagare pur di finire un giorno a letto con il potente di turno…
Dio non fa preferenze fra le persone, e questo vale sia in senso discendente sia in senso ascendente…
Per tutte queste ragioni, oggi mi schiererei dalla parte di Silvio Flint, se non fosse che è lui il primo a discriminare questi comportamenti eretico-erotici come “spazzatura”…
Quando abbandonerà il sogno di diventare presidente della repubblica e si metterà a girare film porno, ebbene lo voterò.
Parola di Milingo!