Archive for Gennaio, 2009

Venerdì, 30 Gennaio 2009

L’antieroe Diego

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Ieri Maradona ha deciso di rompere il regime di super-normalitĂ , che domina i media da qualche tempo attraverso le figure di Obama e KakĂ , presentandosi al fianco di Chavez in una manifestazione di piazza.
Conosciamo tutti gli eccessi di questo straordinario campione, ma sono proprio questi a renderlo così grande, a permettergli di avere una religione tutta sua!
Pensata a KakĂ  che inneggi alla rivoluzione? Il suo Dio lo abbandonerebbe, non gli darebbe piĂą saggi consigli per conservare la sua normalitĂ ; l’opinione pubblica lo guarderebbe con sospetto perchè vedrebbe in lui un pericoloso sovversivo e non piĂą un modello per i propri figli. Diego non vuole la normalitĂ ! Diego non vuole essere un modello! La normalitĂ  è un regime che appiattisce le differenze e uccide la soggettivitĂ . Diego è unico!
Sicuramente Diego non entra nello schema della normalitĂ , ma le sue amicizie ce lo rendono sospetto. A questo proposito mi chiedo se abbiamo veramente bisogno di certi antieroi……

Venerdì, 30 Gennaio 2009

Super-Obama

Posted in Supereroi e Supernormali, Action30 - 3 by Milingo

Qui trovate la Barack Obama Superman t-shirt

Qui Obama (con) Superman in carne e ossa.

obama-superman

A parte l’ennesima conferma che i supereroi veicolano le pulsioni salvifiche della societĂ  statunitense, bisogna notare che è soprattutto a destra che si sono accesi dei campanelli d’allarme sul “messianismo” di cui è impregnata la stella Obama. Si veda per esempio questo articolo di Christian Rocca (pubblicato il 14 Febbraio 2008 su Il Foglio): Il culto della personalitĂ  di super Obama.
Ma perché tutto tace quando è Berlusconi a indossare la calzamaglia?

Giovedì, 29 Gennaio 2009

John Steinbeck e la crisi degli anni ‘30

Posted in Action30 - 3 by bischero

Questo “Uomini e topi”, breve romanzo scritto da John Steinbeck, è sostanzialmente un’opera di intesa poetica e trasporto emotivo. Un storia di sofferenza e disillusione viene presentata al lettore in chiave essenziale, denudata da arricchimenti e descrizioni approfondite, che avrebbero certo distolto l’attenzione dalla chiave primaria dell’opera. E infatti il motivo dominante in questo libro è il sentimento che sta alla base del disinganno sociale ed etico, la vana confidenza in un benessere irraggiungile, in un mito creato dalle macerie della depressione americana del decennio precedente, culminato nella celebre caduta borsistica di Wall Street.Un mito che induce alla fiducia, alla creativitĂ , alla ricostruzione, ma che si rivela per quello che è, vale a dire mera illusione, anche in un paese che fonda la sua soliditĂ  sulla crescita economica. Essenzialmente Steinbeck critica i cultori di questo mito rigenerante, dominati da una sconfinata fiducia nell’agognato benessere.I temi fondamentali dell’opera vengono ripresi e approfonditi in molti dei successivi libri, e il contrasto e la frattura sociale che sfociano nella sofferenza interiore vengono analizzati minuziosamente da Steinbeck.Un’opere di grande presa emotiva, realizzata con perizia narrativa e con magistrale lirismo. Archetipo di un’illusione, trascina il lettore in un mondo distante e crudo, in un mondo dominato da stereotipi e modus vivendi la cui inadeguatezza si è manifestata nel tempo.

(Recensione di ALK libri)

Giovedì, 29 Gennaio 2009

Lampedusa

 

La situazione è questa: una persona su due nell’isola-carcere di Lampedusa è un poliziotto. Le telecamere ed i giornalisti non possono entrare nè filmare alcunchĂ©, poichè svelerebbero l’orrore della situazione umanitaria che ha superato i limiti dell’umano. Inoltre, è stato appena istituito (la notiza è fresca) il nuovo CENTRO di IDENTIFICAZIONE e di ESPULSIONE. Nel frattempo, il centro di DETENZIONE temporanea dell’isola, costruito per OSPITARE e SOCCORRERE 800 persone ed in cui potevano, secondo il progetto originario, essere ospitati i migranti per soli 48 ore, ne detiene 2000, molti dei quali da 2 mesi. La Francia nel 1700 usava le colonie americane per esiliare criminali e feccia, il materiale di scarto umano. E famosi sono i carceri-isola come Alcatraz e l’Isola del Diavolo, colonia penale francese. La memoria non inganna, sono i soliti  corsi e ricorsi storici. Ecco cosa dichiara su Lampedusa l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr):

“Il centro di Lampedusa e’ stato realizzato per fornire alloggio temporaneo ai migranti e richiedenti asilo soccorsi in mare, in attesa del loro trasferimento presso appositi centri situati nel sud del Paese dove i loro casi venivano presi in esame. Fino ad ora, Lampedusa ha rappresentato un modello di accoglienza per la gestione responsabile dei flussi migratori misti, ma all’inizio di quest’anno, a seguito delle nuove disposizioni del Ministero dell’Interno, tale iter ha subito delle modifiche in base alle quali tutti i migranti e i richiedenti asilo giunti sull’isola devono rimanervi in attesa che venga presa una decisione sui loro casi. Questo ha determinato il sovraffollamento che sta dando origine ad una situazione umanitaria molto preoccupante che oltretutto ostacola il lavoro dell’Unhcr e delle altre organizzazioni che operano nel centro nel quadro di un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno e dalla Commissione Europea'’.

E gli immigrati continuano a morire in mare. Vi ricordate la fiaba medievale del pifferaio magico? C’era una volta un individuo misterioso che, suonando il piffero, riesce a liberare un paesino tedesco dalla piaga dei topi. I topi, ammaliati dal piffero, si gettano dalla scogliera dritti in mare. Il nuovo Governo italiano ha capito che stategie simili sono certo piĂą economiche, in tempo di crisi.

Ps: se notate bene l’immagine del codice, il pifferaio indossa colori della bandiera italiana

Giovedì, 29 Gennaio 2009

Action30 alla Casa del Popolo

Posted in Action30 - 3 by Milingo

Action30-2  

In occasione della pubblicazione di Politiche del lapsus / Il ritorno degli uomini talpa, il collettivo bassomaterialista Action30 è invitato sabato 31 gennaio presso la Casa del Popolo in via Salvemini 73, a Mola di Bari, nell’ambito della manifestazione “Una notte alla Casa del Popolo”. La presentazione-dibattito, che si avvarrĂ  di un dispositivo multimediale, avrĂ  luogo a partire dalle ore 20.00.

Mercoledì, 28 Gennaio 2009

Il super-presidente

Posted in Supereroi e Supernormali, Action30 - 3 by malatesta

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Con la crisi economica le certezze vengono meno, gli individui si sentono soli e smarriti, si ha la necessitĂ  di appigliarsi a qualcosa che possa generare fiducia….
Gli americani hanno capito tutto questo e si sono affidati al piĂą normale tra i presidenti, al presidente della porta accanto….Il Presidente super-normale, che dopo aver affiancato il piĂą super-normale tra i super eroi (Spiderman), si mette in proprio e dispensa sicurezza al suo popolo!
Per la notizia completa vi rinvio al seguente link:
OBAMA PRESIDENTE SUPER-EROE

Domenica, 25 Gennaio 2009

Sportivamente Normali = Super Normali?

Posted in Supereroi e Supernormali, Action30 - 3 by Milingo

Guardate questo nuovo spot di una nota casa automobilistica tedesca:

SPORTIVAMENTE EVOLUTA

Per chi ha visto e, magari, studiato il film di Brad Bird Gli Incredibili, una normale famiglia di supereroi non dovrebbe essere difficile trovare alcuni passaggi - quasi letterali - relativi al momento in cui i supoereroi, divenuti troppo costosi per il governo, vengono mandati in pensione e sono costretti a normalizzarsi, cioè a nascondersi tra la gente comune.  

Che gli sportivi di alto livello siano oggi uno dei grandi modelli sociali di supereroi normalizzati, ossia di supernormali?

E’ ciò che abbiamo sempre ipotizzato e che viene puntualmente confermato da questa pubblicitĂ .

Così come supernormali appaiono oggi le assicurazioni private, rispetto al grande messianismo salvifico rappresentato un tempo dallo Stato Provvidenza. Vedi quest’altro spot, dove la citazione del film Gli Incredibili è del tutto esplicita (sia nella musica che nella stilizzazione dei supereroi):

http://www.youtube.com/watch?v=tFNi8F0gedE

Domenica, 25 Gennaio 2009

Cox 18

Posted in Action30 - 3 by ultrakorp

copio e incollo dal blog di Ivan Manupelli
ECCO LA NOTIZIA COME LA VORREI:

“Il 22 gennaio 2009, alle 7.00 del mattino, un centinaio di poliziotti è entrato nelle abitazioni private del Sindaco Letizia Moratti. Stando a una recente ordinanza del Comune di Milano, infatti, il lussuoso appartamento che per anni ha ospitato la famiglia Moratti verrĂ  abbattuto per costruire un nuovo centro di aggregazione per giovani disoccupati alienati.
Il Sindaco ha cercato di difendere i beni di famiglia con i denti, e nella breve colluttazione più di un agente di polizia è stato morso alle caviglie.
Le forze dell’ordine, in ogni caso, sono riuscite a placare la rivolta. La Moratti è stata sedata con del lisoformio, e la casa verrĂ  finalmente abbattuta.
Messe sotto sequestro l’intera collezione di Novella 3000, le foto compromettenti di un party tra settantenni depravati al Billionaire, e l’ultimo libro della scrittrice fallimentare Francesca Carbonini.”

ED ECCO, INVECE, LA CRUDA REALTA’ DEI FATTI:

“Il 22 gennaio 2009 alle 7.00 del mattino un centinaio di poliziotti è entrato nel Centro Sociale Conchetta, fondato piĂą di 33 anni fa, per mettere fine all’esistenza del Centro, della libreria Calusca nata nel 1971 e del prezioso e storico archivio Primo Moroni.”
“In questi mesi un po’ ovunque a Milano, nel contesto della mostra It’s Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda Cos’è la cultura? La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente piĂą dinamici e stimolanti della cittĂ . Il tutto in nome di uno spirito legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando in gioco sono questioni edilizie, sanitĂ  privata o poteri forti. Con sgomento abbiamo appreso dello sgombero di Cox 18. In una cittĂ  sempre piĂą tetra e asfittica, Cox 18 ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento importante. Una programmazione musicale di alto livello, aperta sul mondo a 360 gradi, che dava a molti, e a prezzi irrisori, la possibilitĂ  di confrontarsi con le produzioni piĂą innovative o, in altre serate, di ballare o fare quattro chiacchiere. Questo sarebbe giĂ  abbastanza, ma non è certo tutto. Nel corso degli anni Cox 18, con al suo interno la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni ha costituito un luogo unico di confronto fra le idee. Tutti noi abbiamo presentato i nostri libri, abbiamo organizzato dibattiti o vi abbiamo assistito. Se c’era un’idea, in Cox 18 la si poteva realizzare, magari testandola per poi portarla altrove. Presentazione di libri, si diceva, ma anche rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli teatrali o di danza, mostre o installazioni. E magari tutto insieme, unendo forme e mondi distanti. Non è questa la sede per illustrare tutto quello che Cox 18 ha fatto in piĂą di dieci anni. Noi lo sappiamo e ci auguriamo che il collettivo di gestione sappia, in queste settimane, rendere consapevoli coloro che non lo sono dell’importanza di Cox 18, della sua storia, del livello delle iniziative che in questi anni si sono succedute. C’è un’immagine che rende chiaramente l’idea di che cosa sia la cultura per Letizia Moratti e Riccardo De Corato: i poliziotti che si avventano sui libri della Calusca e dell’Archivio Moroni per sequestrali e spedirli al macero. Fortunatamente qualcuno li ha fermati, almeno per il momento. Ma Cox 18 è sotto sequestro. Non può finire così. Ormai siamo quasi al capolinea. Non resta piĂą molto, in questa cittĂ , che non sia consumo scadente o trash provinciale. Da qualche parte bisogna iniziare a fare qualcosa per porre fine al “genocidio” culturale avanzato inesorabilmente in questi ultimi anni. Mobilitiamoci per difendere Cox 18, la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni. ” (Marco Philopat)

Impediamo lo sgombero del Centro Sociale Cox 18.

Il Cox 18 è una realtà importante per Milano e per questo va sostenuta con tutte le forze possibili. Tra le sue mura si sono mossi artisti del calibro di Winston Smith, Miguel Angel Martin, Matteo Guarnaccia, Bad Trip, John Sinclair, Bruce Sterling.
La Libreria Calusca, fondata da Primo Moroni, ha un archivio storico che dovrebbe essere trattato come una istituzione, in questa cittĂ  del cazzo.

E per quello che mi riguarda, il Cox ha ospitato due mostre organizzate dal sottoscritto:

* “Hey Puck!”, nel lontano 2004, che raccoglieva ritratti inediti di Puck il Nano realizzati da Squaz, Ericailcane, Max Capa, Bruno Bozzetto, Maurizio Rosenzweig, Osvaldo Cavandoli, Massimo Cavezzali, Miguel Angel Martin, Roberto Mangosi, Robert Armstrong e oltre 50 fumettisti di fama internazionale.

* “Tutto quello che avreste voluto sapere su The Artist e non avete mai osato chiedere”, nel 2007, in cui venivano esposte le tavole dell’omonimo (e travagliatissimo) numero speciale della rivista.

E come ha dato spazio a me, lo ha fatto con tanti altri artisti.
Quindi
AIUTA IL COX18 A SOPRAVVIVERE,
FIRMA LA PETIZIONE QUI

Martedì, 20 Gennaio 2009

Il presidente nero, paraponziponzipo’

Posted in Supereroi e Supernormali, Action30 - 3 by ultrakorp

Idiocracy

la cover del numero speciale di Spiderman

cito da Wikipedia: Idiocracy è un film del 2006 diretto da Mike Judge, lo stesso autore della serie televisiva Beavis and Butt-head. Dopo l’uscita nelle sale cinematografiche statunitensi e di alcuni paesi europei e il successivo lancio del DVD negli stessi paesi, il film giunge nei cinema italiani il 3 agosto 2007.

Firma con Judge la sceneggiatura Ethan Cohen.

Perché ricordare oggi questo film monumento alla involuzione del genere umano? Anche nel film il presidente degli USA era un nero. E il resto del mondo non esisteva neppure, tutto il mondo era statunitense. E quel mondo faceva veramente paura.
Oggi guardando la diretta, quel film tornava alla mente senza ritegno.
Il buon Obama parte con un carico di aspettative gigantesco degno di un supereroe. Infatti Spiderman lo ospita sulle sue pagine e Superman (l’attore, Brandon Routh), alla domanda se a Obama occorrano superpoteri per ottemperare ai suoi obblighi, sostiene che di sicuro giĂ  li ha, visto quello che è riuscito a fare (l’essere eletto). C’è chi lo vede come un erede di Kennedy, altri hanno detto che invece sarĂ  l’erede di Roosevelt perchĂ© eredita i nuovi anni Trenta.
La crisi di sistema che affonda le sue radici negli anni Settanta, ci porterĂ  all’idiocracy? Paraponziponzipò.

PS_ Fortuna che KakĂ  resta al Milan: w la supernormalitĂ .

Martedì, 20 Gennaio 2009

Omaggio è addio a G.W Bush

Posted in Action30 - 3 by alano

Lors de son discours d’adieu Ă  la nation, le prĂ©sident des États-Unis d’AmĂ©rique a dĂ©clarĂ© que, pour ce qui Ă©tait de son bilan Ă  la Maison Blanche : “L’Histoire jugera !” L’histoire, c’est-Ă -dire le futur, le lointain, le dĂ©calĂ©, le dĂ©passionné… L’inatteignable depuis notre prĂ©sent, le non prĂ©hensible par les outils du prĂ©sent. Une sorte de non-prĂ©sent. Dans quelques annĂ©es, on pourrait donc ainsi, tranquillement, dĂ©battre au coin du feu des heurs et malheurs de la prĂ©sidence Bush 2001/2009, et comme l’on parlerait d’une “Ă©poque historique”, la RĂ©volution, la fin de l’esclavage, le New Deal, etc. Le tout avec une bonne dose de relativitĂ©. Il y aurait des contingences et des perspectives, et tout un arĂ©opage d’experts, de spĂ©cialistes du buschisme formĂ©s Ă  l’UniversitĂ© ! Des articles, des livres, des films… Des confĂ©rences ! Des confĂ©rences de G.W Bush lui-mĂŞme, puisque c’est lĂ  son ambition pour le futur. Du futur donc, rien que du futur ! Une histoire futuriste. Mais l’Histoire, ça n’existe pas ! Il n’y a que les historiens qui existent, qui font de l’histoire pour exister. La seul histoire qui existe c’est celle de PĂ©rec — un autre Georges — une Histoire salle pleine de sales histoires. Une Histoire avec sa Grande Hache ! Avec son tranchant violent d’arme d’abattage. Une Histoire toute dĂ©goulinante de sueur, de sang et de larmes. Ben voyons :

 

 

 

 

 

 

New York, septembre 2001

Afghanistan, octobre 2001

Scandale Enron, New York, décembre 2001

Bagdad, mars 2003

New Orleans, Katrina, Août 2005

Georgie, Août 2008

Crise des subprimes, déc.2007/sept.2008

Gaza, janvier 2009

 

 

L’Histoire jugerait donc G.W Bush ! Il semblerait qu’elle ait dĂ©jĂ  jugĂ© non ?