Martedì, 25 Novembre 2008
Aumentano le seganlazioni degli psichiatri negli Stati Uniti
«Sindrome di Truman»: nuova nevrosi
Sempre più numerose le persone convinte di essere osservate e di far parte di un reality-show (leggi articolo)
E mo’ chi glielo va dire a Luxuria che non era un reality-show ma solo l’Italia di oggi?
Luxuria super-normale?
Di fatto, esultano le associazioni di gay, proprio come esultano le associazioni di portatori di handicap quando i supereroi hanno dei superproblemi…
Martedì, 25 Novembre 2008
Il partito neofascista Msi offre la cifra agli abitanti
di cinque piccoli paesi della Basilicata a rischio spopolamento
“Un figlio di nome Benito o Rachele e avrete subito 1500 euro” (leggi articolo)
A proposito di “vecchio” fascismo, con “Micromega” - 18 Settembre 2008 - 5 Video dalla Storia.
5 Video di un programma mai visto prodotto dalla BBC.
Fascist Legacy (”L’eredità del fascismo”) è un documentario della BBC sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
La RAI acquistò una copia del programma, che però non fu mai mostrato al pubblico! (leggi seguito)
Martedì, 25 Novembre 2008
I ragazzi fermati hanno tra i 19 e i 20 anni e sono incensurati
Nessuna motivazione politica o razzista, una atroce bravata
Rimini, confessano quattro giovani
“Abbiamo incendiato noi il clochard”
L’uomo fu dato alle fiamme mentre dormiva su una panchina
Accusati di tentato omicidio: “Volevamo solo divertirci” (leggi articolo)
Incendiare una persona una BRAVATA!?
Nella fattispecie un barbone (il particolare non è affatto secondario).
Signori, questo è nazismo ordinario.
E a proposito di “paesi civili”, in un paese civile con politici civili, giornalisti civili ecc., questo fatto atroce avrebbe prodotto interpellazioni, prime pagine dei giornali, trasmissioni televisive ecc.
Si vede che c’è un certo tacito consenso a ritenere che, in fondo, bruciare una persona, nella fattispecie un clochard, sia un fatto di secondaria importanza…
Mercoledì, 19 Novembre 2008
G20 WASHINGTON D.C

L’origine du spectacle est la perte de l’unité du monde, et l’expansion gigantesque du spectacle moderne exprime la totalité de cette perte : l’abstraction de tout travail particulier et l’abstraction générale de la production d’ensemble se traduisent parfaitement dans le spectacle, dont le mode d’être concret est justement l’abstraction. Dans le spectacle, une partie du monde se représente devant le monde, et lui est supérieure. Le spectacle n’est que langage commun de cette séparation. Ce qui relie les spectateurs n’est qu’un rapport irréversible au centre même qui maintient leur isolement. Le spectacle réunit le séparé, mais il le réunit en tant que séparé. >>
Guy Debord, in La Société du Spectacle
(Livre I,Fragment 29)

Concile de Trento, 1542

Accords de Munich, 1938

Conférence de Yalta, 1945

Accord du GATT La Havane, 1948

Uruguay Round, 1993

Aujourd’hui et demain…
Domenica, 16 Novembre 2008
Cari Actionisti, guardamoci allo specchio. Arrivano le Actionettes…

Ballerine della porta accanto
Con le Actionettes rivivono i ‘60
Gb, è un gruppo di 17 ragazze di ogni peso, taglia e aspetto
Ballano in giro per club, festival e concerti. Per puro divertimento
“Noi siamo donne normali, imperfette al punto giusto, e non balliamo per sedurre gli uomini ma per mostrare che abbiamo successo anche senza essere delle pin-up” (leggi tutto)
Mercoledì, 12 Novembre 2008

ROMA, 11 novembre 2008 - “Presidente, questo è Ronaldinho, quello che segna sempre”, ha esclamato il premier Silvio Berlusconi rivolgendosi al presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Lula ha risposto abbracciando affettuosamente il Gaucho, rinato alla corte di Carlo Ancelotti. Come dire, di Dinho conosco tutto. Il cannoniere del Milan è stata l’attrazione a Villa Madama con Dida, Leonardo, Kakà, Emerson e Pato: praticamente tutta la comunità brasiliana rossonera, giunta a Roma per rendere omaggio a Lula, ospite del premier.(leggi tutto)
Potrebbe essere l’ennesima manifestazione della megalomania del “nostro” - analoga a quella che attecchì nell’animo di Mussolini dopo la conquista dell’Etiopia nel 1936 e la conseguente instaurazione dell’Impero coloniale italiano.

Insomma, l’esposizione delle truppe coloniali brasiliane arruolate nell’esercito milanista potrebbe rispondere a una ben nota equazione: il Milan è la mia impresa modello che riverbera nel mondo la mia immagine vincente; e siccome io sono il condottiero-manager dell’Italia tutta, il Milan sta a rappresentare l’Italia in generale, l’Italia che vince, l’Italia che eccelle (ma senza eccessi); ossia: altro che Ferrari, ve lo do io il VERO made in Italy! Ossia, il vero made in Itally sono IO e tutto ciò che da me traspira…
D’accordo, l’equazione è più che plausibile, ma potrebbe esserci dell’altro. Forse un’altra “carineria” berlusconiana, come l’abbronzatura di Obama? E chissà che non riveli lo stesso penchant razzista…
In primo luogo, questa scena è interessante perché aggiunge un dettaglio inedito alla cornice della megalomania: non solo i gioielli che Berlusconi esibisce sono stranieri, nella fattispecie brasiliani, ma li esibisce - non plus ultra dell’eleganza - indovinate a chi? ma al presedente del Brasile in persona, che diamine!
Della serie: la VERA Feijoada brasiliana si mangia solo ad Arcore! (immaginate viceversa Lula, che invita Berlusconi a mangiare il solo, l’unico, l’insuperabile risotto alla milanese nella sua residenza presidenziale in Brasile). C’è chi può e chi non può: sta scritto in qualsiasi manuale del buon razzista. Cioè io posso quello che tu puoi, mentre tu non puoi e non potrai mai quello che posso io.
Qui la megalomania prende una tinta decisamente razzista, più precisamente da esposione universale, più precisamente ancora da zoo umani che di quella “nobile” pratica che furono le esposizioni universali rappresentò senz’altro il non plus ultra imperialista, colonialista e razzista.

Les zoos humains, expositions ethnologiques ou villages nègres restent des sujets complexes à aborder pour des pays qui mettent en exergue l’égalité de tous les êtres humains. De fait, ces zoos, où des individus « exotiques » mêlés à des bêtes sauvages étaient montrés en spectacle derrière des grilles ou des enclos à un public avide de distraction, constituent la preuve la plus évidente du décalage existant entre discours et pratique au temps de l’édification des empires coloniaux.
Se volete, vedetevi questo documentario assai istruttivo:
http://dailymotion.alice.it/video/xg02z_doc-les-zoos-humains_blog
Inutile però dare semplicemente del razzista o del fascista - oggi. Troppo banale come, fino a qualche mese fa, era banale NON dare MAI del razzista o del fascista. In questa scena c’è qualcosa di nuovo, cose più importanti insieme a cose meno importanti, ma vediamo di cominciare a VEDERLE queste cose:
1) Gli esemplari esposti non sono selvaggi palesemente inferiori, sono anzi i migliori calciatori del mondo, ed eccellere nello sport, oggi, ha tutt’altro valore e riconoscimento sociale di quanto poteva averne, non so, il fatto di saper andare sulla piroga per degli occidentali di fine ottocento inizio novecento.
2) Lula arriva a Villa Madama come Presidente del Brasile, all’epoca delle esposizioni universali magari il suo equivalemte africano avrebbe participato allo spettacolo… ma da dietro alle sbarre (cioè sarebbe stato esposto nello zoo insieme a Ronaldinho e Kakà).
Ma arriviamo agli aspetti più di sostanza, anche a rischio di “smontare” il nostro teorema razzista.
3) Berlusconi espone la propria potenza attraverso l’Altro (i suoi giocatori brasiliani), ma i suoi giocatori brasiliani non sono pagati per teatralizzare se stessi (come negli zoo umani) bensì per teatralizzare lo Stesso: cioè Berlusconi stesso. Servono cioè ad amplificare la sua immagine di uomo-impresa vincente, ma vincente senza esagerare, come dice Kakà, insuperabile modello di uomo supernormale: “Esco poco, sto lontano dalle donne, vinco sempre”.
4) Quindi, se nella scena di Villa Madama c’è uno zoo umano, ebbene questo zoo è uno zoo della normalità, la messa in scena della normalità come spettacolo iperbolico e ipertrofico di se stessa. E sappiamo bene che Berlusconi non ha mai smesso di costruire questo spettacolo della “normalità vincente”, della “normalità al potere”: uno zoo nel quale ormai tutti “noi” italiani siamo - volente o nolente - costretti a fare le comparse. Perché d’un tratto, guarda un po’, questo spettacolo è diventato un sistema tanto grottesco quanto concreto di potere.
Tutto questo si allontana forse dal razzismo, eppure non riesco proprio a non sentire Berlusconi che sussurra: “Caro Lula, vedi che i migliori esemplari della razza tua, ce li ho io, perché me li sono comprati e ogni domenica li mostro a migliaia di spettatori di tutto il mondo…”

PS Nel libro sugli Zoo umani, tradotto in Italia da ombre corte, c’è un saggio che fa al caso nostro: Des zoos humains aux stades : le spectacle des corps, par Philippe Liotard.
Martedì, 11 Novembre 2008
La serie televisiva “Il prigioniero” è del 1967; intrisa di controcultura, la serie ha inciso nell’immaginario di una intera generazione. A chi come me la vide ancora bambino, in bianco e nero, la serie colpì per gli aspetti fortemente allucinatorii e per il clima di incombente pericolo e sospetto, contro il quale si stagliava la volontà di resistenza del protagonista. Su Wikipedia, qui, trovate tutte le informazioni utili. In uscita un remake. Quello che colpiva più di tutto (Caparezza ce l’ha ricordato di recente in un suo famoso video), era il sistema con cui veniva represso ogni tentativo di fuga o di mancata uniformazione: una gigantesca bolla bianca inseguiva, fagocitava e restituiva sedato, alla comunità perfetta del Villaggio, il ribelle di turno. Una profonda sensazione di disturbo se non di orrore è stata assegnata, dalla mia generazione, a quella sequenza.
Da quando è cominciato il ciclo delle performance di Action30 (circa due anni), Palumbo ha disegnato dal vivo ed è andato sviluppando una serie di storie a fumetti ambientate in una Bubble City, città del nostro presente futuro (di prossima pubblicazione su Action30). In questa città, una nuova generazione di uomini e di donne ha addirittura scelto di vivere dentro una bolla personale, per proteggersi da ogni “urto”. Il rovesciamento dello spauracchio de “Il prigioniero”. Oggi la Reuters diffonde questa foto. Questa la didascalia sul sito del Corriere:
Lui è al sicuro - Un uomo «passeggia» dentro una palla gonfiabile nel Central Business District di Singapore: trovata pubblicitaria o mezzo di trasporto ecologico e anti-urto? (Reuters)
Si conferma la visionarietà della ricerca actionista, dice Milingo.
Ultrakorp
Martedì, 11 Novembre 2008
Boom in Italia di test genetici: perché aspettare che sia lo Stato a rendere la vita più sana e più pura?
Presentato il censimento 2007 : alti i rischi per l’abuso
Test genetici: +30% in 3 anni
Gli esperti :«Moda pericolosa e dilagante». Esami spesso inutili, fatti senza consulenza e in strutture inadeguate
Boom in Italia di passaggi all’atto razzisti: perché aspettare che sia lo Stato a togliere di mezzo tutti gli inestetismi parassitari che sporcano e infettano le nostre città?
Gli danno fuoco mentre dorme in strada. In fin di vita clochard di Rimini
Ormai c’è un messia supereroe giustiziere spazzino in ciascuno di noi.
E se non fosse drammaticamente contraddittorio verrebbe voglia di dire: si salvi chi può!