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Novembre, 2007
Venerdì, 30 Novembre 2007
Ho appena comprato questo romanzo inedito di J. G. Ballard, ecco la scheda editoriale:
L’allegra compagnia del sogno
di James G. Ballard
Fanucci, 2007
Blake, un giovane che ha lasciato la carriera universitaria così come la vocazione ecclesiastica e poi il suo lavoro di scrittore di opere pornografiche, è ossessionato dall’idea di volare. Riesce a farsi assumere all’aeroporto di Londra e ruba un aereo leggero, col quale precipita, nel suo tragitto lungo il Tamigi, a Shepperton. Uno scenario idealmente luminoso per Ballard, ricco di elementi suburbani, intessuto di corsi d’acqua, chiuso da una superstrada, e che ospita uno studio cinematografico.
Miracolosamente e in modo misterioso Blake riesce a sopravvivere al disastro, ed esce dall’acqua per immergersi in un mondo che somiglia a un dipinto surrealista, popolato da figure in posa – una dottoressa, una squilibrata e un sacerdote – che tentano in ogni modo di impossessarsi di lui. Blake cerca di lasciare Shepperton, ma la città lo trattiene, e i suoi abitanti per qualche strano motivo sembravano attendere la sua venuta, come quella di un messia o di un eroe dagli arcani poteri. L’aereo scintilla nell’acqua, con all’interno un corpo senza vita, forse il suo. Per i cittadini di Shepperton, Blake compie meraviglie, porta abbondanza ed emana energia sessuale, distogliendoli dalle loro occupazioni e proiettandoli in un nuovo mondo di apocalittiche visioni del bene e del male.
Il volo, lo schianto e la catastrofe, l’attesa e l’arrivo del Messia, i cui poteri, però, sono radici che affondano nella bassa materia sessuale…
Insomma, pur non avendo ancora letto il romanzo, c’è tutto lo script de nostro documentario “L’invasione dei supernormali”: l’ultimo volo di Icaro e la resistenza rizomatica degli uomini talpa…
Non c’è che dire, ciò che lega Action30 a Ballard è telepatia.
Milingomedium
Venerdì, 30 Novembre 2007
Aiutatemi, nel casino mi è sfuggito il nome di quel sant’uomo che, miracolo!, non molto tempo fa ha fatto una considerazione che illumina in negativo la nostra idea di supernormalità.
Ipse (?) dixit, più o meno: un calciatore che fosse una persona davvero “straordinaria” come si pretende, dovrebbe essere uno che nella vita quotidiana, invece di intensificare e amplificare fino al kitch i modelli standardizzati e massificati della normalità (gli sportivi modello, per es. Beckhamm: nient’altro che uomini-massa gonfiati a dismisura come tacchini bombardati di ormoni), va a sentire Mozart o legge Kant…
A parte il carattere sublimante dell’immagine (Mozart, Kant, l’alta cultura…), il problema è proprio questo: se il grande sportivo è il modello della performance eccezionale, allora potremmo domandargli che questa eccezionalità si ritrovi anche nella vita quotidiana, dove invce essa risulta totalmente frustrata. Lo sportivo modello, lungi dall’essere uno come Maradona - esagerato sia in campo che fuori - è colui che nel campo produce prestazioni eccezionali, mentre fuori è solo un super-Fantozzi, un’ipertrofia oscena della normalità più normale.
Che cosa accade, infatti, quando un campione esagera anche fuori dello spazio codificato dello sport ? Cosa succede a gente come Maradona o Pantani (ma anche cosa è successo a Zidane dopo il “colpo di testa”) lo sappiamo, forse conosciamo un po’ meno il sospetto che avvolge immediatamente un calciatore non appena si scopre che legge romanzi o libri di filosofia… Non sarà un po’ matto, un po’ malato, non avrà tedenze depressive, non è che poi tenta di suicidarsi come Di Bartolomei e Pessotto… anche loro leggevano molto…
Insomma, se sei un dio nello sport e un idiota nella vita quotidiana, tutto bene, nessun pericolo. Se invece, dopo aver tolto gli scarpini, inforchi gli occhiali e apri un libro, attenti, questo potrebbe essere un “genio”, cioè, come sosteneva tra gli altri Lombroso, un “degenerato superiore”.
A scuola di normalità, ovvero come si diventa degli eterni secondi, campioni del secondo posto.
Il mondo è in coma, sto al suo capezzale, se si sveglia gli do una bella martellata in testa.
Milingoal
Venerdì, 30 Novembre 2007
Ciao a tutti
Esordisco su questo blog anche se è da un po’ di tempo che sono un affezionato lettore dei vostri articoli che trovo tutti molto interessanti e pieni di spunti.
Come forse saprete mi sto occupando dell’aspetto audiovisivo della performance-dibattito (che Alan nel suo documento chiamava, con un neologismo che mi piaceva molto, “perfilmance”) e del progetto di documentario.
In quest’ottica ho proposto a Pierangelo la partecipazione di Action30 a “Le giornate europee del Cinema e dell’Audiovisivo”, ovvero una serie di appuntamenti tra produttori europei e autori e produttori italiani.
A Torino, nonostante non fossimo stati selezionati perché scaduti i termini, sono riuscito a fare conoscere il nostro progetto ad alcuni produttori italiani e stranieri.
La società più interessata è stata La Idee Originale della sig.ra Carole Mangold con la quale ho conversato dei vari aspetti e problametiche di un lavoro originale e audace come lo ha definito lei. Mi ha suggerito di realizzare prima un corto, in modo da avere un prodotto di qualità da far girare nei festival per poi trovare i finanziamenti giusti.
Inoltre lei si è data disponibile alla produzione del corto e aspetta con ansia lo script, ovvero una sceneggiatura.
Oltre a lei però, il progetto è piaciuto anche ad altre società tra cui la Storyfinders, che si occupa di sviluppo progetti e ricerca di produzioni, e che sta per ricevere la demo che a Torino non sono riuscito a consegnare. Ci sono poi la Fondivina di Marc Guidoni e la Stelfilm, ma con queste società, nonostante la chiacchierata interessante, non mi è sembrato fossero realmente interessati, d’altronde se non è così si faranno vivi. Una copia poi sono riuscito a darla a Ghezzi, e spero che la legga e magari scriva qualcosa sul blog, sarebbe un bel contributo.
Insomma al momento le possibilità di realizzare un documentario ci sono, certo bisogna forse passare dal corto ma nel frattempo dobbiamo lavorare sulla sceneggiatura e sulla raccolta di materiale e idee che siano utili a questo scopo.
Allora rimbocchiamoci le maniche e buon lavoro….
JO K
Giovedì, 29 Novembre 2007
E’ ormai caccia alla talpa in tutta europa. Anche la “civilissima” Svizzera si schiera apertamente contro le talpe.
Anche lì potrebbero rovinare i raccolti… è un ennesimo esempio di quanto l’economicismo ed il razzismo assumano le vesti - in tutta Europa - dell’ordine pubblico e perfino dell’umanitarismo.
La notizia (leggi): la TV elvetica ha trasmesso questo spot pubblicitario (vedi) alla fine del primo tempo della partita di calcio Svizzera-Nigeria.

Nel frattempo, il Bischero ha appena visto al cinema Armenise di Bari, nel corso di un entusiasmante Festival del Cinema Africano (Il Balafon), un film chiamato AFRICA PARADIS, di Sylvestre Amoussou (Benin, 2007).
E’ un film in cui si avvera il futuro utopico previsto dal comico italiano Giobbe Covatta: che gli Europei, poveri e sfigati, sbarchino con i gommoni in una opulenta Africa alla ricerca di lavoro (colf e domestici), in un indeterminato fantafuturo. Naturalmente, i bianchi passano da un centro di permanenza temporanea. In questo fantafuturo, l’Inghilterra è una colonia del Ghana e il Vaticano è sorretto da un pastore protestante…
Bischero speranzoso
Mercoledì, 28 Novembre 2007
Scusate, non vale nemmeno un dito nel naso, ma il lavoro va portato a termine: ricordate la riflessione sulla stigmatizzazione di Corona da parte del giornalismo serio quando osò giocare a fare il giornalista serio sulla scena del delitto di Garlasco? Il post s’intitolava LA CORONA DELL’IPOCRISIA.
Ebbene, non si dovrebbe straincazzare il Corona adesso che il principesco Vespa invade PALESEMENTE il campo del gossip con la sua ultima fatica letteraria (non cito il titolo del libro, tanto il dum dum dum dum pubblicitario prosegue inesorabile)?
Io penso che ne avrebbe tutto il diritto.
Forza Corona, ancora uno sforzo.
Milingoalè
Mercoledì, 28 Novembre 2007

Finalmente ho ritrovato il sito della mostra dedicata a Georges Bataille e alla rivista “Documets” organizzata da Hayward Gallery di Londra (2006).
UNDERCOVER SURREALISM
Anche un libro-catalogo.
Undercover Surrealism
Georges Bataille and DOCUMENTS
Dawn Ades and Simon Baker
In the Paris art world of the 1920s, Georges Bataille and his journal DOCUMENTS represented a dissident branch of surrealism. Bataille–poet, philosopher, writer, and self-styled “enemy within” surrealism–used DOCUMENTS to put art into violent confrontation with popular culture, ethnography, film, and archaeology. Undercover Surrealism, taking the visual richness of DOCUMENTS as its starting point, recovers the explosive and vital intellectual context of works by Picasso, Dalí, Miró, Giacometti, and others in 1920s Paris. Featuring 180 color images and translations of original texts from DOCUMENTS accompanied by essays and shorter descriptive texts, Undercover Surrealism recreates and recontextualizes Bataille’s still unsettling approach to culture. Putting Picasso’s Three Dancers back into its original context of sex, sacrifice, and violence, for example, then juxtaposing it with images of gang wars, tribal masks, voodoo ritual, Hollywood musicals, and jazz, makes the urgency and excitement of Bataille’s radical ideas startlingly vivid to a twenty-first-century reader.
Copublished by Hayward Gallery Publishing, London
Martedì, 27 Novembre 2007
Seconda notte di violenti scontri in sei sobborghi parigini della Val d’Oise
A scatenare gli incidenti, domenica, la morte di due minorenni in un incidente stradale.
Sono anche loro teppa fascista, terroristi, eversori?
Qui il sociologismo gauchiste ci fa venire i crampi allo stomaco e non riusciamo a dirlo, tanto lo ha già detto, quando era ancora ministro degli interni, Nicolas Narkozy: bisogna lavare la feccia con l’idropulitrice…
Allora la domanda è questa: quelli delle banlieues francesi non sono ultras o, al contrario, intorno a noi non vediamo altro che ultra(s)fenomeni? In fondo, ciò che Action30 cerca di costruire è una “fenomenologia dell’ultra” (del super, del meta, dell’iper…) nelle nostre società.
Il vero problema politico non è quello di giudicare preventivamente di destra o di sinistra tali fenomeni (sia per arruolarli sia per combatterli); la nostra ipotesi base della “supernormalità” o dell’ “ultranormalità” è interessante proprio perché mostra che in realtà tutti questi fenomeni fanno presa e, in modo diverso, rafforzano o intensificano l’ideale del “centro”, della via di mezzo, dello stare in mezzo, del secondo posto, cioè della normalità stessa come modello assoluto.
Il vero problema è come uscire dal gioco di seduzione delle hi-performance, che portano tutte le forme informi di rifiuto, di secessione o di suicidio sociale a brillare troppo, a diventare letteralmente oscene, e quindi ad essere preda delle costruzione di una fenomenologia della mostruosità che risulta alla fine del tutto funzionale ai dispositivi di normalizzazione: se ci sono delle zecche pericolose in giro, che pungono istericamente di qua e di là, allora ci sono ottime ragioni per mettere in atto una bonifica che farà piazza pulita del gran numero di acari e altri insetti più o meno innocui che turbano il nostro sogno di ultrapulizia.
Milingosansplus
Martedì, 27 Novembre 2007
Una poliziotta e un agente toscano: sono loro le voci del lugubre colloquio registrato il giorno dopo l’omicidio di Carlo Giuliani. “Speriamo che muoiano tutte, quelle zecche”, “tanto è già uno a zero per noi”, erano le dichiarazioni.
Il titolo dell’articolo di Emiliano Sbaraglia è interessante: TIFOSI DI MORTE IN DIVISA.
Perché facendo viaggiare il significante “sport” (dagli ultras del calcio agli ultras della polizia, senza soluzione di continuità) sospende per un attimo, al tempo stesso, due luoghi comuni: che nel mondo del calcio non c’è spazio per nessuna “qualificazione” di carattere politico; che nel mondo dell’ordine pubblico non c’è spazio per nessuna “performance” di carattere sportivo. Facendo un salto logico, si potrebbe trovare lo spunto per un argomento di questo genere: bio e tanatopolitica dello sport.
Infatti, il rovesciamento tanatopolitico della biopolitica (l’arte di governare per migliorare la vita, la salute, il benessere e la sicurezza del corpo sociale) passa sempre attraverso una cesura di stampo razzista: come da copione - scritto in modo indelebile dalle politiche liberali, naziste e socialiste nel XX secolo - l’eliminazione degli anormali e delle razze inferiori è ciò che può rendere una società più sana e più pura.
Dunque, le “zecche” che minacciano la società vanno identificate, individuate ed eliminate per realizzare il sogno della grande bonifica.
Ma se le zecche sono riconosciute attraverso una “divisa”, e se la divisa è anche se non soprattutto la maglia della squadra avversaria, ci stupisce davvero che gli ultras del calcio abbiano identificato negli ultras della polizia il loro super- o meta-avversario?
La zecca, altra bestiolina da sbattere nelle prime pagine di Action30…
Milingodizecca
Lunedì, 26 Novembre 2007

Les deux mines ( miniera e aspetto ) seraient-elles les deux faces d’une même question ? Je vous laisse juges…
Les “gueules noires” ont disparu de notre paysage occidental moderne tissé de pixels et de yaourt biologique. La soustraction majeure eut lieu, non sans douleurs, au cours des années 70/80 et en même temps que disparaissaient les disques vinyles, le structuralisme et le socialisme de gauche — puisque, de fait, il en reste un mais il est de droite…
À cette époque qui nous paraît aujourd’hui quasi préhistorique, nos sous-sols sont donc devenus parfaitement clean, encore plus purs qu’aux origines puisqu’à elles revenus tels des enfants prodigues, et c’est ainsi que tout ou partie des galeries minières européennes auront été vidées, puis nettoyées à grandes eaux ; littéralement noyées comme de vulgaires animaux nuisibles… En surface, le refoulé est plus visible à travers ces grandes coulées vertes et silencieuses, ces pelouses arborescentes recouvrant ad nauseam les sites siderurgiques et, par la même occasion, les mémoires tant collectives qu’ individuelles. Ici, “l’espace vert” est devenu le bras armé d’une économie politique des sols et des sous-sols, une vaste et froide gomme secrétariale et gestionnaire qui est aussi le nom d’une forme nouvelle de négationisme historique et social.
Désormais, nous nous chauffons tous ou presque au gaz naturel comme à l’énergie nucléaire, tout en continuant de militer pour Greenpeace, de manger de la quinoa et de boire du café équitable. Le temps de la production économique, “même découpé en fragments abstraits, se manifeste sur toute la planète comme le même jour “… Le divorce ville/campagne stigmatisé par Guy Debord dans La Société du spectacle semble depuis longtemps consommé par les deux bouts. Mais notre bonne vieille planète a-t-elle pour autant cessé d’être un énorme “tas de fer et de charbon” ? Comment, au juste, se chauffent Ukrainiens, Russes ou Chinois ? Comment fonctionnent et fument les industries australes ? Et que se passe-t-il exactement dans le ventre de notre mère Afrique… Quel est le coût, l’écho du silence de nos espaces verts ? En avons-nous réellement fini avec les gueules noires et leur cohorte de nuit ? Le Germinal de Zola, cet appel fantastique des richesses et des entrailles terrestres a-il totalement disparu ? L’actualité internationale de la semaine passée — autrement dit la Globalisation — a fait ressurgir de terre sous l’angle de la tragédie, la nez laborieux de ces gueules infernales.
Donetsk, Ukraine. Dans ce territoire géopolitique tampon entre la Russie et l’Europe, le grisou ( le soufflard de nos anciens ) a encore frappé de mort : Le prix du charbon au prix de la vie ? On trouvera ci-jointe la nouvelle circonstanciée et endeuillée de l’Agence France Presse, où les mineurs “creusent les tombes de leurs camarades disparus…”
Pour un témoignage video cliqquez ici
Pour un surgissement en images moins tragique, je conseille paradoxalement le beau site de Youri Bilak
Mais je voudrais souligner ici le petit “web-événement” auquel j’ai dû faire face en faisant ma pavlovienne recherche sur le divin (omniscient, omnipotent, omniprésent ) Google à propos de la tragédie de Donetsk ! À la recherche d’images minières, je suis tombé, en page d’accueil, sur un site dévolu à un tout autre type d’e recherches…
Un site de “gueules blanches” celui-là ! Des gueules d’ange apparemment fort éloignées de nos gueules noires et diaboliques :
www.Anastasia-International.com
Cependant, comme disaient LES AUTRES — les surréalistes —, je crois bien avoir été la victime consentante d’un “hasard objectif” visant à mettre, sinon en parallèle, du moins en perspective deux formes distinctes de taupologie ; cette discipline milinguesque non officielle consacrée à l’étude précieuse des hommes et femmes-taupes qui nous entourent, et dont certaines gisent dans le silence glacé des mines ; aux deux sens de ce terme…

(AFP) DONETSK : Au moins 90 mineurs ont péri dans la catastrophe minière survenue dimanche à Donetsk, dans l’est de l’Ukraine, la pire depuis l’indépendance de cette ex-république soviétique, où une journée de deuil national a été observée mardi. Les corps de 90 mineurs ont été découverts et le sort de dix autres reste “inconnu”, a indiqué mardi l’administration régionale dans un communiqué, le bilan ne cessant de s’alourdir jour après jour. Quatre-vingt-huit corps ont déjà été remontés à la surface et 65 parmi eux ont été identifiés.
Les premières obsèques - de 29 des 90 victimes - ont eu lieu mardi. A Donetsk (700 km à l’est de Kiev), dix mineurs ont été inhumés dans un cimetière situé tout près de la mine en présence du ministre de l’Industrie charbonnière Sergui Touloub et du maire Olexandre Loukiantchenko. “Ces gens ont payé le charbon de leur vie”, a déclaré M. Loukiantchenko lors de la cérémonie funèbre. Quelque 200 proches, paralysés par le chagrin, se sont réunis autour de cercueils recouverts de draps rouges et fermés, contrairement à la tradition slave, pour cacher des corps mutilés. “Pourquoi ? Pourquoi c’est arrivé à lui?” s’interrogeait en sanglotant une femme, dont un parent parmi les victimes, un jeune ajusteur, ne travaillait à la mine Zasiadko que depuis six mois. Des mineurs creusent les tombes de leurs collègues morts dans l’explosion de la mine, le 20 novembre 2007 à Donetsk
Des mineurs creusent les tombes de leurs collègues morts dans l’explosion de la mine, le 20 novembre 2007 à Donetsk (Photo: Sergei Supinsky / AFP). Eplorée, une babouchka, vêtue d’un manteau vert, a fait le signe de croix avec de l’eau bénite sur chacune des tombes fraîchement creusées. “Je les connaissais tous, certains depuis leur plus jeune âge. Ils ont tous laissé des enfants. C’est un immense malheur”, a-t-elle dit. Dans tout le pays, les drapeaux nationaux étaient en berne mardi. Trente-et-un mineurs restaient hospitalisés, dont un dans un état très grave, souffrant de brûlures.
Le coup de grisou à la mine Zasiadko, l’une des plus importantes et des plus dangereuses du pays, s’est produit pendant des travaux de forage dimanche vers 03H11 (01H11 GMT) à plus de 1.000 mètres de profondeur. Il a été suivi d’un violent incendie, dont des foyers continuaient de ravager le puits mardi.
L’ampleur de cette catastrophe minière dépasse celle de Barakov (région de Lougansk, est) qui avait coûté la vie à 80 mineurs en 2000 et était considérée comme la plus meurtrière en Ukraine depuis l’indépendance du pays en 1991. Le bilan à Zasiadko pourrait s’alourdir, les chances de retrouver les survivants dans l’enfer souterrain devenant de plus en plus minces. “Tous sont morts, disent les secouristes”, titrait mardi à la une le quotidien populaire Komsomolskaïa Pravda. Malgré tout, une dizaine d’équipes de secouristes luttaient toujours pour tenter de retrouver d’éventuels survivants. Mise en service en 1958, la mine Zasiadko est considérée parmi les plus dangereuses à cause de la forte présence de méthane. Elle est aussi devenue la plus meurtrière du pays, cinq graves accidents ayant tué plus de 200 de ses employés ces dernières années. En 1999, un coup de grisou y avait coûté la vie à 50 mineurs. En 2001, 55 personnes ont péri, ainsi que 20 autres “gueules noires” l’année suivante, lors de travaux à l’explosif. En septembre 2006, 13 sont décédés, victimes d’un nouveau coup de grisou important. Cette exploitation emploie environ 10.000 personnes, dont 5.000 mineurs, et produit entre 8.000 et 10.000 tonnes de charbon par jour.
Elle est louée par ses salariés à l’Etat mais le député Efim Zviaguilski, à la tête du conseil d’administration, la dirige de facto. Lundi, il s’est déclaré prêt à fermer la mine. “Si tant de gens meurent et que personne n’en connaît les raisons, peut-être alors faut-il vraiment fermer cette mine”, a-t-il dit, selon le quotidien économique national Delo, alors que des mineurs dénoncent des violations courantes des règles de sécurité à Zasiadko.
Lunedì, 26 Novembre 2007
Alano invia una lettera di “studio” dopo la performance-dibattito di Bruxelles alla quale ha partecipato insieme ad altri actionisti: brusselfeed-backs.doc
Interessante, colorata, approfondita, propositiva.
Milingo