Archive for
Settembre, 2007
Sabato, 29 Settembre 2007
Sulla repubblica di giovedì 27 settembre era presente una lunga lettera del leader ds Fassino, con la quale cercava di dare una risposta o meglio una alternativa al mare di apolitica dilagante. Le proposte di Fassino sono tutte incentrate sulla limitazione dei costi, quasi fosse il solo criterio economicistico a caratterizzare la politica e il sentire degli scontenti; sicuramente questa lettera può far presa su molti dei grillini, visto che l’unico criterio che Grillo utilizza per sconfessare la classe politica attuale sono gli sprechi dei soldi pubblici. A mio avviso ci si dovrebbe concentrare su altro, avanzare proposte che diano più indipendenza ai territori e smetterla di piangersi addosso come fanno Grillo e il suo seguito. Qui di seguito riporto un’estratto dell’ articolo di Fassino:
“Avanzo perciò 10 proposte all’attenzione di governo e parlamento: Si affidi a cinque personalità indipendenti l’incarico di un nuovo rapido censimento degli enti che usufruiscono di contributi pubblici, sopprimendo quelli inutili e sospendendo immediatamente ogni contribuzione.
Il Parlamento modifichi subito gli articoli 56 e 57 della Costituzione, stabilendo che - quale che sia la legge elettorale in vigore oggi o in futuro - i membri del Parlamento non superino i 400 Deputati e i 150 Senatori.
Il Governo chieda ai presidenti delle Regioni di proporre ai rispettivi Consigli la revoca dell’aumento di consiglieri regionali adattato in questi anni e, con le elezioni del 2010, si torni alle dimensioni precedenti.
Si riducano le dimensioni dei Consigli Comunali e Provinciali e delle rispettive giunte, con un provvedimento che entri in vigore già con le elezioni amministrative parziali della primavera 2008. Si sopprimano i Consigli di Quartiere nelle città con meno di 500000 abitanti.
Si allinineino indennità e pensioni di parlamentari e altri incarichi alle medie europee.
…….”
Molti dei punti sopracitati mirano esplicitamente alla diminuizione della rappresentanza, che a mio avviso non è proprio una conquista, anche perchè Fassino non si cura del criterio di scelta dei rappresentanti ma solo di diminuirne il numero. Pensiamo veramente che proposte di questo genere possano guarire la nostra società?
Sabato, 29 Settembre 2007
Andare a vedere (link):
Lo spot di Puliamo il mondo: le cose importanti non aspettare che le facciano gli altri
E’ un estratto dello spot televisivo per la campagna “Puliamo il mondo” organizzata in Italia da Legambiente (28-30 settembre 2007).
Si tratta di “una campagna di pulizia che comunica la necessità e la voglia di riappropriarsi del proprio territorio prendendosene cura, che segna il bisogno della gente di mettersi in relazione per tutelare gli spazi pubblici, prendendo coscienza che oltre a ripulire, si dovrebbe imparare a non sporcare.“
In particolare, la campagna insiste sulla necessità che ciascuno si attivi personalmente per adottare comportamenti più corretti al fine di rendere le città e l’ambiente in generale più puliti. Bisogna smettere di lamentarsi, aspettando che siano gli altri a fare la prima mossa o auspicando l’intervento provvidenziale di un’entità “superiore” (la protezione civile? il governo? lo Stato?). Così, nel video si vede un bagnante che sta affogando, nessuno che si decide ad entrare in acqua per salvarlo, finché sopraggiunge una specie di Superman che si libra per qualche istante come un elicottero sul malcapitato prima di sfrecciare lontano senza fare nulla. Morale: le cose importanti non aspettare che le facciano gli altri…
Ora, la cosa interessante, persino un po’ sorprendente è che Ultrakorp nella performance di Liegi ha disegnato una storia in cui una specie di Superman sfreccia verso le Twin Towers, tutti pensano che intervenga per salvare il mondo, invece va oltre come se niente fosse e l’aereo si schianta sul grattacielo… Morale: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un supereroe salvi il mondo.
Secondo me vale la pena riflettere sul punto di intersezione che questi due spot, convergendo, mettono in evidenza: ciò che è “super” non serve più a salvare il mondo, anzi sembra essere diventato d’un tratto indifferente o cieco nei confronti delle sorti dell’umanità… In verità vi domando: che bisogna intendere per “super”, e perché non gli attribuiamo più un potere provvidenziale o salvifico?
Milingoevangelico
PS questa storia è stata inserita nell’interno di copertina di Action30/01 e potrete quindi vederla prossimamente.
Giovedì, 27 Settembre 2007
Come volevasi dimostrare, l’altra sera Porta a Porta è stato interamente dedicato alla “scopofilia” giornalistico-giuridico-psichiatrico-criminologica del delitto di Garlasco.
Perché Vespa sì e Corona no?
Perché se lo fa Vespa, con i suoi superesperti a gettone, va bene, anzi meglio?
Mentre se lo fa Corona va male, anzi “non esiste proprio”?
La risposta ce la fornisce l’ultimo maire-à-penser (sic: maire de Venise), l’Ill. Prof. Massimo Cacciari: in una recente comparsa radiofonica su Rai Radio 3 Fahrenheit, ebbe a dire, in perfetto stile poliziesco “la politica si fa nei partiti, in Parlamento… così come il sapere si fa all’Università…”.
Chiaro no?
E si può continuare: l’arte si fa nelle gallerie e nei musei e il giornalismo… a Porta a Porta. Appunto.
Una logica davvero spietata.
Milingosull’attenti
Cfr. La Corona dell’ipocrisia - post Venerdì, 24 Agosto 2007
http://www.action30.it/blog/?p=245
Giovedì, 27 Settembre 2007
Ieri, su La 7, Otto e Mezzo, Giuliano Ferrara ha invitato gli economisti Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, autori del libro Il liberismo è di sinistra, a discutere con altri ospiti sul tema “Liberisti compassionevoli”.
La trasmissione è stata disgustosamente istruttiva: liberisti penosi.
Perché istruttiva? Perché i Professori di economia politica a un certo punto l’hanno buttata giù nuda e cruda. Le società europee sono bloccate; il liberismo può sboccarle aprendole a fecondi processi di modernizzazione (perciò il liberismo è di sinistra); in particolare, l’anomalia italiana, ciò che blocca più che altrove i processi di modernizzazione rendendo vetusto il nostro paese, è il “dualismo” del doppio contratto di lavoro: da un lato i vecchi lavoratori ”troppo” avvantaggiati; dall’altro i nuovi lavoratori (i.e. i precari) “troppo” penalizzati. D’un tratto, ecco apparire la croce (della normalità): “Ma non vedete, fratelli, l’ENORME VIA DI MEZZO che si apre tra questi eccessi in up e in down?”. Il dispositivo di normalizzazione proposto dai liberisti di sinistra (cioè progressisti) ha un nome preciso: si chiama CONTRATTO UNICO, ossia un po’ meno a chi ha troppo, un po’ più a chi ha troppo poco. Wunderbar!
Ovviamente, alla domanda “può il liberismo essere di sinistra”, una buona percentuale di ascoltatori avrà risposto: “certo, se la sinistra può essere di destra”.
Ben più serio sarebbe, comunque, il discorso sull’identificazione della sinistra con il progressismo e la modernizzazione, nonché sugli effetti modernizzatori (i.e. normalizzatori) del riformismo di sinistra.
Milingoanormale
Mercoledì, 26 Settembre 2007
Ho appena ricevuto questo pezzo di Paolo Barnard che trovo molto interessante (e chiederei al nostro Milingo di inserirlo nel nostro Archivio testi per poterlo leggere interamente). L’autore è scrittore e giornalista ed è una delle colonne di Report:
Anche fra noi dilaga oggi la struttura chiamata Cultura della Visibilità, che è la cultura dei Personaggi, cioè dei Vip, e che nel nostro caso è rigorosamente alternativa, certo, ma sempre identica all’equivalente struttura del Sistema massmediatico. E cioè la nefasta separazione fra pochi onnipresenti famosi, e tanti seguaci. Ne siamo pervasi totalmente.
I nostri Personaggi e gli eventi che essi gestiscono (i Grillo, Travaglio, Guzzanti, Strada, Zanotelli, Ciotti, Moretti ecc., con le loro marce, manifestazioni, spettacoli di piazza, film ecc.) producono singolarmente cose (talvolta) egregie, ma collettivamente fomentano quella struttura compiendo un danno devastante, e che pochi ancora comprendono nella sua ampiezza e implicazioni. Quale danno? Essi di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta.
Martedì, 25 Settembre 2007
Siccome in tempi non sospetti (sempre che ve ne siano ancora… 29, 30…) si era pensato di realizzare una copertina di A30 con la collaborazione di una persona anoressica (personalmente non rinuncio all’idea, per l’ultimo capitolo della Croce della normalità intitolato “L’aristocrazia delle donne infami”), sarebbe interessante se ci confrontassimo sull’ultima campagna pubblicitaria dell’ “artista” Oliviero Toscani dedicata precisamente al tema dell’anoressia:
www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/anoressia-shock/1.html
Sul blog dell’AIAP - Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva una presentazione dell’operazione di Toscani (”supportata” dal Ministero della Salute) e una serie di commenti:
http://sdz.aiap.it/notizie/9556
Una piccola nota a margine della presentazione dell’AIAP: forse l’immagine di Toscani distrugge il cliché “magro è bello”, ma riesce forse a comunicare che “brutto può essere seducente”, che nell’informe ci può essere una forza di seduzione? Per riprendere Le gros orteil di Georges Bataille, il piede deforme e cadaverico ci può sedurre proprio come possono sedurci gli occhioni azzuri che il Weltroni nazionale usa a profusione nei suoi spettacoli (e poi se la prende con Grillo che se la prende con Veltroni ecc. ecc.): se avete visto lo show di Torino, quando ufficializzò la sua candidatura a segretario del PD, sugli schermi c’erano solo bei bambini dagli occhi blu, bei nonnini dagli occhi blu ecc. Il piede schifoso può sedurci come e contro tutte le ebbrezze idealistiche, queste sì anticamera del razzismo e del fascismo.
I nazisti hanno trasformato in spazzatura milioni di ebrei, insieme a loro malati di mente, omosessuali, zingari… Ma il loro ideale era un popolo biondo e con gli occhi blu, perciò bisognava eliminare tutto ciò che era considerato brutto, informe, infetto.
Milingo
Martedì, 25 Settembre 2007
“Ratatouille è il nuovo film della Walt Disney/Pixar che racconta la storia di Remy, un piccolo topolino francese che sogna di diventare un grande chef. Spinto della sua passione per la gastronomia, Remy decide di trasferirsi da un paesino della campagna francese alle fognature di Parigi, proprio al di sotto di uno dei più importanti ristoranti della città, reso famoso dal grande cuoco Auguste Gusteau.
Per Remy abitare a Parigi è una pacchia, può mangiare cibi raffinati, ma il padre lo obbliga a cibarsi di rifiuti come tutti gli altri topi.
Quando il topolino deciderà d’aiutare lo sguattero del ristorante Linguini a creare una zuppa che sarà elogiata dai maggiori critici culinari del mondo, s’ingaggerà una tragicomica corsa al roditore che getterà nel caos l’intera città, permettendo al protagonista di raggiungere il proprio sogno.
Remy dovrà fare una scelta tra la realizzazione dei suoi sogni ed il ritorno alla sua precedente esistenza di topo. Durante il film comprenderà il senso della vera amicizia, della famiglia e del non avere altra scelta che quella di essere se stesso, un topo che vuole diventare un grande cuoco.
Ratatouille è diretto e sceneggiato da Brad Bird, reso celebre da Gli Incredibili - Una normale famiglia di supereroi“.
Al di là dell’idea divertente del ribaltamento, nessun uomo talpa o sorcio di fogna potrà accettare l’ennesimo strumento surreale per tentare di innalzarci verso il sublime.
Martedì, 25 Settembre 2007
Sempre di più negli ultimi tempi sui giornali capita di leggere, a proposito della crisi dei mutui americani, che “sembra di vivere un clima da anni Trenta”. Toccagli il portafoglio… e chiunque è pronto ad accorgersi di quanto già per altre spinte si sta verificando. Qualcuno ha precisato che fu prorprio così che partì la crisi del ‘29, con una crisi legata all’emissione di mutui facili…
E poi spunta il popolo di Grillo (non tanto Grillo in sè, che tutt’al più è un detonatore) e un tipo di nome Scalfari, così ne parla:
Movimenti d’opinione di natura antipolitica, come quello di cui stiamo discutendo, e rompono dal seno della società e poi declinano rapidamente. La politica non è un’invenzione di qualche mente corrotta o malata, ma una categoria della vita associata. Il governo della “polis”, cioè della città, cioè dello Stato. L’antipolitica pretende di abbattere la divisione tra governo e governati instaurando il governo assembleare. L’”agorà”. La piazza. L’equivalente del blog di Internet. Infatti la vera novità del “grillismo” è l’uso della Rete per scopi di appuntamento politico (o antipolitico).Ma nella Rete si vede più che mai il carattere personalizzato dell’”agorà”; di ogni “agorà”. Da quella di Cola di Rienzo a quella di Masaniello, da quella di Savonarola a quella di Camillo Desmoulins. Il blog ha infatti un’intestazione ed è l’intestatario che indica la via, che formula gli slogan, che produce gli spot. E’ lui insomma il padrone di casa che guida e domina l’assemblea.In realtà il governo assembleare è sempre stato una tappa, l’anticamera delle dittature. La storia ne fornisce una serie infinita di conferme senza eccezione alcuna. Proprio per questo quando vedo prender corpo un movimento del tipo del “grillismo” mi viene la pelle d’oca; ci vedo dietro l’ombra del “law & order” nei suoi aspetti più ripugnanti; ci vedo dietro la dittatura.Non inganni lo slogan “né di destra né di sinistra”. Si tratta infatti di uno slogan della peggiore destra, quella populista, demagogica, qualunquista che cerca un capo in grado di de-responsabilizzarla.Il più vivo desiderio delle masse, cioè dell’individuo ridotto a folla e a massa, è di essere de-responsabilizzato. Vuole questo. Vuole pensare e prendersi cura della propria felicità delegando ad altri il compito di pensare e decidere per tutti. Delega in bianco, semmai con una scadenza. Ma le scadenze, si sa, sono scritte con inchiostri molto leggeri che si cancellano in breve tempo. Il potere, una volta conquistato, ha mille modi per perpetuarsi.L’antipolitica è sempre servita a questo: piazza pulita per il futuro dittatore. Che non sarà certo uno come Grillo. Il dittatore quelli come Grillo li premiano e poi li mettono in galera. E’ sempre andata così.E gli actionisti cosa ne pensano?
E gli actionisti cosa ne pensano?Meglio Grilli o Uomini Talpa?
E gli actionisti cosa ne pensano?Meglio Grilli o Uomini Talpa?ultrakorp
PS_ Invito a leggere tutto il commento di Scalfari:
www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/grillo-v-day/invasione-grillo/invasione-grillo.html
Venerdì, 21 Settembre 2007
Già fatto. L’ha girato Edgar Wright: Hot Fuzz. Questa la recensione da:
http://filmup.leonardo.it/hotfuzz.htm
Come i fratelli Zucker ci hanno insegnato tramite veri e propri classici della risata del calibro de “L’aereo più pazzo del mondo” (1980) e “Top secret!” (1984), il segreto per ottenere una riuscita parodia è sempre stato quello di riproporre tali e quali i già grotteschi stilemi del genere preso di mira, ponendone maggiormente in evidenza il più o meno latente lato comico.
Ed il regista Edgar Wright è uno che la lezione dimostra di averla appresa a dovere, in quanto, dopo lo sbeffeggiamento degli zombi romeriani nel già cult “L’alba dei morti dementi” (2004), ne riprende il protagonista Simon Pegg, inseparabile compagno di avventure nel mondo dello spettacolo, per infilarlo nei panni del pluridecorato agente di polizia Nicholas Angel, il quale, vittima dell’invidia di colleghi e superiori, viene spedito in un paesino a 250 chilometri da Londra, dove, almeno in apparenza, non accade mai nulla di interessante.
Tra assurdi collezionisti d’armi ed arresti di minorenni cui viene venduto illegalmente l’alcool, quindi, la rigida giustizia metropolitana si trova subito confrontata in maniera esilarante a quella decisamente più superficiale delle cittadine di provincia, fino al momento in cui entra in scena un misterioso serial killer incappucciato, mentre Nicholas fa conoscenza con il suo grasso e goffo collega Danny Butterman, interpretato da Nick Frost (”Kinky boots-Decisamente diversi”), affetto da una sfrenata passione per i film d’azione a stelle e strisce.
Perché, pur costruendosi su una trama tranquillamente classificabile nel sottogenere slasher, con strizzatine d’occhio al primo cinema di Peter Jackson - che compare anche in un cammeo nei panni di Babbo Natale - ed al team Broken Lizard (torna particolarmente alla memoria il loro “Vacanze di sangue”), è proprio il filone reso noto da titoli come “Arma letale” (1987) e “Die hard-Trappola di cristallo” (1988) che “Hot fuzz” intende destrutturate e ridicolizzare.
Un filone che Wright, prendendo di mira soprattutto “Bad boys 2″ (2003) di Michael Bay, mostra di conoscere molto bene, sfruttandone lo stesso abuso di steadycam, il montaggio frenetico, i personaggi sboccati e perfino l’epilogo decisivo che arriva faticosamente soltanto dopo un’ultima mezz’ora da antologia della risata; senza dimenticare, tra un’apparizione non accreditata di una camuffata Cate Blanchett (”The gift”) e l’entrata in scena di Timothy Dalton (”Agente 007-Vendetta privata”), sequenze splatter degne dei migliori horror (d’altra parte, ha curato anche “Don’t”, uno dei fake trailer presenti in “Grindhouse”).
E, mentre a regnare è un tipico humour inglese tutt’altro che volgare, si lascia intravedere perfino una forma di denuncia su pellicola, dal sapore politico, relativa al male che si annida in insospettabili realtà provinciali.
Per una commedia non è affatto poco.
Aggiungo, riprendendo il titolo: guardando il film, mi sembrava di vedere condite in salsa “dinamicodivertente” le tematiche proprie di Venga il tuo Regno di Ballard. La provincia inglese, il razzismo, i centri commerciali, le nuove sottili forme di “fascismo”…
Consiglio caldamente la visione del precedente film “L’alba dei morti dementi”, in cui la parodia dei film di zombie serve a fare cinicamente il punto sulla diversità e sulle forme di sfruttamento e di rimozione della diversità. Niente male per due filmetti tutti da ridere…
Venerdì, 21 Settembre 2007
“Impara a diventare un leader!” è il sottotitolo di Kid Nation, il nuovo reality prodotto da CBS. E quando tutti saranno leader, nessuno lo sarà più… parafrasando gli Incredibili.
www.televisionando.it/articolo/kid-nation-il-controverso-reality-show-della-cbs-video/1598/
Grossa polemica intorno a Kid Nation, il nuovo reality show targato Cbs nel quale quaranta bambini sono stati mandati in una città fantasma in New Mexico per vivere da soli e costruire una società dalle fondamenta.
E’ bastato uno video di pochi minuti, unica anticipazione dei contenuti che verranno trasmessi dalla Cbs a partire dal 19 settembre, per generare polemiche e discussioni intorno a Kid Nation. In tanti hanno accusato la Cbs di sfruttamento del lavoro minorile nonostante la famosa emittente americana si sia difesa asserendo che i ragazzini potevano andarsene quando volevano ( e infatti in diversi lo hanno fatto). Tante accuse anche per i genitori dei bambini coinvolti incolpati di aver abbandonato di figli in un luogo sperduto. I quaranta ragazzini coinvolti in Kid Nation hanno tra gli otto e i quindici anni e una volta soli nella cittadina fantasma di Bonanza City hanno dovuto darsi da fare per sopravvivere e costruire una vera e propria società gestendone ogni aspetto. Sicuramente un’esperienza faticosa anche perchè i bambini sono stati tagliati fuori dal mondo e non potevano comunicare con i loro cari o con altri nemmeno per telefono, pare in ogni caso che la cosa che più sia pesata ai giovani concorrenti sia stata l’essere costantemente ripresi dalle telecamere. I partecipanti hanno percepito uno stipendio di 5.000 dollari.
In un altro pezzo:
E se pensate che non esistano genitori capaci di lasciare i loro figli per 40 giorni, sappiate che persone vicine al progetto hanno dichiarato che “ai bambini sarebbe data la possibilità di scegliere tra le cose di cui hanno bisogno (cibo & co.) e quello che desiderano (es. la Playstation)”.
Chi vincerà? Il bisogno o il desiderio?
Intanto uno dei bambini che si sono ritirati ha dichiarato che ha mollato perché non c’era il presidente Bush a risolvere i suoi problemi…