Archive for Giugno, 2007

Sabato, 30 Giugno 2007

SUPER AMIGOS

Posted in Action30 - 2, Supereroi e Supernormali by Milingo

Documentario che segue 5 supereroi di carne e ossa nella loro lotta quotidiana per la giustizia sociale e i diritti umani a Città del Messico.

www.opencityworks.com/superamigos/www.html

Milingos

Sabato, 30 Giugno 2007

(s)concerto

Dal sito di Repubblica: “Tre ragazzi feriti, due auto dei carabinieri danneggiate, un militare contuso. Questo il bilancio della notte di paura vissuta al termine di un concerto della Banda Bassotti nel parco di Villa Ada, a Roma. Una spedizione punitiva, compiuta da militanti - circa 150, raccontano i testimoni - del movimento di estrema destra “Forza Nuova”, che si sono presentati in colonna gridando “Duce! Duce!”, con i volti coperti da caschi, armati di bastoni, catene e coltelli. A farne le spese sono stati tre ragazzi. Fra questi, uno è stato colpito da un’arma da taglio, l’altro ferito al capo. Numerose le persone sotto shock: nel parco c’erano anche famiglie con bambini. La Banda Bassotti, storica formazione del “combat rock” romano, è nota per l’impegno sociale e la militanza politica di sinistra.”

Al telegiornale, una ragazza presente ai fatti, ancora scossa, ha detto: “Non ci credevo; una scena… altro che da Anni di Piombo, da Anni… anni…” e le è mancato il fiato. Lei non è riuscito a dirlo, forse aveva dimenticato gli Anni ‘30 sui libri di storia.

Di “sconcerto” parla il presidente della federazione romana di Alleanza nazionale, Gianni Alemanno. Chissà come gli è venuto quel bel lapsus.

Venerdì, 29 Giugno 2007

Sacer

Posted in Action30 - 2, Bassa politica, Spazzature by Milingo

Giovedì 5 luglio 2007, alle ore 18.00, inaugurazione della mostra Sacer, a cura di Carlo Garzia, fotografie di Bonasia, Canal, A. Di Vittorio, Garzia, Milella, Raynaud, M. Roberto, Roussel e Vetturi. La mostra, allestita presso la Gispoteca del Castello Svevo di Bari, resterà aperta fino al 2 settembre 2007.

Il testo del catalogo, intitolato La banalità del bene, è disponibile al seguente indirizzo:

www.action30.it/blog/?page_id=201

La S(pregiatissima)V è invitata.

SacréMilingo

Venerdì, 29 Giugno 2007

Souvenirs de Paris

Posted in Action30 - 2 by Milingo

 

La rivista HARA-KIRI, journal bête et méchant realizzata negli anni 60-70 da Georges Bernier, Cavanna et Fred Aristidès, con la collaborazione di Reiser, Topor, Moebius, Wolinski, Gébé, Cabu, Delfeil de Ton, Fournier, Jean-Pierre Bouyxou et Willem. Antenati di Action30? A giudicare dalle copertine direi di sì: palladio.free.fr/harakiri/HKM/index01.html Vedere anche: it.wikipedia.org/wiki/Charlie_Hebdo

Il pamphlet anti-Breton di Roger Vailland, Le surréalisme contre la révolution (1948), nuova edizione Delga, Paris 2007.

Il centenario della morte di Alfred Jarry (1873-1907), co-autore dell’invettiva adolescenziale centrata sul personaggio di Père Ebé (grottesco professore di fisica che diventa Père Ubu), editore con Gourmont della rivista L’Ymagier, inventore della ‘Pataphysique… Antenati?

Reagisca chi può.

Milingobreve

Giovedì, 28 Giugno 2007

nuovi supernormali

Posted in Action30 - 2, Supereroi e Supernormali by ultrakorp

heroes

Da settembre anche noi in Italia potremo gustarci questa nuova prova di supernormalità su Italia 1. Cito da Wikipedia:

” La serie, in onda solo in USA, sulla NBC ogni lunedì, narra storia di come alcuni individui sparsi per il mondo si scoprano piano piano dotati di eccezionali abilità nettamente al di sopra delle normali capacità umane. Capiscono, in altre parole, di possedere dei veri e propri super-poteri. Negli ambienti scientifici, il Prof. Suresh, biologo indiano specializzato in genetica, da molto tempo è dedito a studi che possano confermare la sua teoria, secondo la quale nell’evoluzione umana, ai giorni nostri, si siano già verificati molti casi di progressione del DNA dovuta alla selezione naturale in molti individui, avvertibili tramite manifestazioni di nuove capacità. Il figlio del professore, Mohinder, insegnante di scienze, è il solo a sostenere la causa del padre, e un brutto giorno apprende che costui è stato purtroppo ucciso da un misterioso assassino, a New York. Mohinder ricorda che nell’ultima volta in cui lo vide, il padre gli raccontò di avere ormai trovato il suo “Paziente numero zero”, ovvero il primo soggetto nel mondo a possedere facoltà eccezionali, il quale aveva forse accettato di sottoporsi ad analisi ed esperimenti. Convinto che il paziente sia l’assassino, e mosso dal senso di rivalsa, Mohinder parte per gli States, dove risiedeva il padre, deciso a portarne a termine gli studi. Nel frattempo, scopriamo che le teorie del professore non erano affatto fasulle: alcuni individui sparsi per il mondo dimostrano davvero di possedere capacità incredibili più o meno latenti. Ognuno di loro convive con queste facoltà in modo diverso, c’è chi tenta di ignorarle per continuare a seguire la propria vita e chi invece ne vorrebbe fare pura e completa virtù per cambiare la propria esistenza. Tutti, però, a loro insaputa, sono da tempo nelle mire di una persona misteriosa che trama nell’ombra alle loro spalle. Tutti sono collegati tra di loro da una catena narrativa ed esistenziale, e presto si scopriranno inevitabilmente destinati ad incontrarsi per salvare il mondo.”

Aspetto a vedere il primo episodio per poter esprimere un giudizio strutturato. Per chi avesse voglia di saperne di più:

www.heroesitalia.it

ultrakorp

PS: poi si dovrà parlare dei Fantastici 4 e di Silver Surfer (anche lui è stato neutralizzato).

Mercoledì, 27 Giugno 2007

Quando il gioco si fa sublime…

Posted in Action30 - 2, Bassa politica, Spazzature by Milingo

 

Se avete visto lo show di Veltroni a Torino; se avete visto scorrere sul maxi-schermo le sublimi immagini di fanciulli dagli occhi blu, belle coppie di giovani e meno giovani, prati verdi ecc.; allora, forse, avrete capito quale sia l’URGENZA di Action30.

W gli alluci

W i fiori putridi

W i discorsi brevi

Milingosifabassobasso  

Mercoledì, 27 Giugno 2007

THE CHAMP IS HERE

Posted in Action30 - 2, Sport, Spazzature by garrincha

Ieri è morto Chris Benoit. Suicida dopo aver ammazzatto moglie e figlio. Per chi non sapesse di chi sto parlando, Benoit era un wrestler di punta della più importante federazione: la WWE; diversamente da quanto è stato raccontato sugli organi di stampa, l’atleta in questione era tutt’altro che il bestione violento e bruto anzi era conosciuto per essere il più tecnico tra i wrestler in circolazione. Per meglio chiarire:  esistono diversi modi di interpretar questa disciplina, ci sono quelli che lavorano sulla forza bruta contando sulla loro notevole mole (Hulk Hogan è un esempio di questo modo d’agire sul ring) e quelli che non potento contare sulla loro mole raffinano la tecnica di lotta utlizzando molte prese derivanti dalla lotta greco-romana dal judo e oltre a tecniche di spettacolo quali salti, ribaltamenti che rendono il tutto più spettacolare rispetto ad una serie di calci e cazzotti. Ecco Chris Benoit apparteneva a quest categoria, come del resto il suo migliore amico Eddy Guerrero. Nel wrestling la buona riuscita del macht dipende dalla capacita di amalgamarsi dei contendenti, in altre parole non è semplicemente finto, le gesta paradossalmente diventano spettacolari grazie a chi le subisce che riesce a mettere il suo avversario nelle migliore condizioni per eseguire una proiezione. Altra caratteristica del wrestling o melgio della sua principale federazione la WWE sono le storyline, ossia i due avversari non si sfidano semplicemente per il prestigio ma in base ad una storia in cui c’è il buono e il cattivo, insomma si ripropone il meccanismo ideologico caro al West, solo che qui c’è molta più libertà d’azione in quanto si creano vicende e personaggi dal nulla affibiandoli di volta in volta situazione più disparate, dal mostro al protettore, dall’arrogante allo sciupafemmine e cosi via. Hulk Hogan è l’eroe, quasi fumettistico (il nome Hulk deriva proprio dall’omone verde) amante della patria e della famiglia che combatteva i cattivi e i traditori. Benoit non si discostava molto da hogan, anche lui era buono, anche lui amava la famiglia e in più incarnava la professionalità, sempre dedito al lavoro, senza lamentele, carismatico con i più giovani, che puntalmente puniva se facevano una cazzata, anzi potremmo dire che Benoit aveva il problema di essere troppo serio. Proprio tutto ciò fà apparire il suo delitto quanto di più inaspettato e sconcertante (ammasso e concesso che sia effetivamente provato che si tratti di omicidio-suicidio). Cioè questo qui se ne va in giro per tutto il mondo trecento giorni l’anno, a rappresentare il piccolo uomo (era alto solo 1,75 pochissimo per gli standard del settore) che grazie ai sacrifici diventa forte e difende i più deboli eppoi cosa succede a questo super-normale: pam impazzisce… e questo  non è accetabile soprattutto per la WWE.

Si perchèé ieri in America è andato in scena un lapsus clamoroso che segna a mio avviso la debacle di un certo modo di presentare la realtà. Infatti lunedi (martedi notte in Italia) si sarebbe dovuta tenere la puntata in diretta di RAw ( programma principale della WWE) venuti a conoscenza della tragedia decidono bene di mandare a casa gli spettattori e organizzano un evento tributo in cui vanno in onda le migliori performance di Benoit. Tra una permance i suoi colloghi scioccati e in lacrime perlano dell’amico definendolo grande uomo, amante della famiglia e dei bambini, lo show si conclude con le immagini di Benoit che festeggia il suo più grande successo con moglie e bambini tra il tripudio della folla. Il tutto mentre arrivano notizie sempre più dettagliate sull’ipotesi omicidio-suicidio. E questo la WWE, colei che proponeva una determinata immagine di Benoit… non può permetterselo.

Infatti dal suo sito ufficiale scompare ogni riferimento, immagine, video sulla carriera di questo formidabile atleta per lasciare spazio ad un link sui comunicati rilasciati dalla polizia. Da eroe a criminale nel giro di un’ora, Why? Si dice per rispetto verso i familiari della moglie… in realtà la dirigenza WWE è molto vicino a posizoni conservatrici prossime a quelle di Bush &Company. Perciò Benoit non solo è colpevole del duplice delitto e del suo suicidio, ma ha anche tradito l’immagine che doveva onorare e che gli ha dato fama e gloria ma che evidentemente deve averlo distrutto…ma la pazzia non possiamo concederla, non certo ad un fumetto vivente che si è ricordato di essere uomo, e gli uomini piaccia o non piaccia vengono dal fango.

The Champ is here.

ps: personalmente sono triste perchè io il wrestling, lo guardo, mi diverte e mi piaceva anche il modo di lottare di Benoit, che era davvero spettacolare e coinvolgente e mi dispiace davvero la fine che ha fatto, ossia che sia diventato per il mondo un pazzo criminale da cancellare…          

Sabato, 16 Giugno 2007

Asterix & Obelix & Sarkozy

Posted in Action30 - 2, Dibattiti by garrincha

Segnalo a tutti gli actionisti la nuova campagna di prevenzione sui diritti dell’infanzia da parte della nuova presidenza francese. Protagonisti niente poco di meno che due beniamini del fumetto d’oltralpe: Asterix e Obelix. Questi due simpatici personaggi nati come icone dell’antimperialismo romano sono stati reclutati dal general Sarkozy contro  i criminali dell’infanzia. La Ong “Difesa Internazionale dei bambini” ha polemizzato pesantemente con l’impostazione pubblicitaria della campagnia sostenendo che mette in scena una “visione arcaica dei diritti dell’infanzia”… Il problema che questa non è un accusa bensi il  programma  stesso di Sarkozy che delinea ancor più il suo carattere fascista espresso dalla sua atessa personalità, che anche fisicamente porta le tracce di brutto anatroccolo, (probabilmente nato da Obelix in seguito ad un rapporto anale con Asterix) arrabiato e represso. Pare infatti, stando ad un articolo letto su Chi (nella spazzatura ci sono sempre cose interessanti) il piccolo Nicolas fosse preso in giro da tutti  e abbandonato dal padre troppo impegnato eroticamente. Leggende metropolitane segnalano di un certo Sarkozy che pare abbia telefonato al telefono azzurro francese chiedendo di …Asterix 

Garrincha netturbino di raccolta differenziata di fumetti

Martedì, 12 Giugno 2007

Wu Ming 1 su 300

Ritorno sul film 300 (vedi precedenti articoli) perché niente meno che Wu Ming 1 (vedi articoli a proposito del dibattito su avanguardie e popular culture) vi ha dedicato una lezione al DAMS di Torino, in data 2 maggio 2007, dal titolo Mito tecnicizzato e responsabilità del narratore. Omaggio a Furio Jesi. Vi invito ovviamente ad ascoltarla, si trova sul sito di Wu Ming Foundation (Audioteca e Podcast):

www.wumingfoundation.com/italiano/presentazione.htm

Wu Ming 1 è davvero brillante, e mostra come si possano sviluppare analisi acute, politicamente impegnate e persino erudite a partire da materiali bassi o eterogenei come i film e i fumetti. E’ un po’ ciò che noi abbiamo fatto a partire dal film Gli Incredibili, usato come chiave di accesso analitica e critica ai processi di nornalizzazione e all’odierna pedagogia della supernormalità. Anche se le performance di Action30 sono costruite come veri dibattiti, meglio ancora come esperimenti di anti-pedagogia collettiva, e non come lezioni magistrali… Ma il particolare potrebbe essere in fondo un dettaglio marginale o contingente. L’importante è non dimenticare di avvelenare le fonti accademiche, principale mezzo di trasmissione e di riproduzione delle classi dirigenti. O no?  

Urge però qualche considerazione flash, per il resto vi rimando all’ascolto dell’intera lezione. Il punto di partenza di Wu Ming 1 è il seguente. La visione del film ha prodotto su di me reazioni contrastanti: razionalmente mi ha disgustato, trattandosi di merda neorazzista (disumanizzazione del nemico asiatico), neonazista (apologia dell’eugenetica), neofascista (il culto dello spartano come eroe maschio bianco guerriero conquistatore); emotivamente invece il film, come si suol dire, mi ha preso… Perché è fatto per questo: usa le oscure profondità dell’inconscio (nessuno spettarore maschio potrà evitare di essere visceralmente sedotto dal cameratismo guerriero dei 300) per far passare un contenuto ideologico fin troppo evidente. Qui s’insinua già l’idea che l’inconscio possa essere sfruttato razionalmente (per fini ideologici) o, viceversa, razionalmente domato (per fini, non ideologici, bensì genuinamente non ideologici). Ma bisognerebbe quanto meno aggiungere che l’inconscio ha il potere di strumentalizzare o di disarcionare la cosiddetta ragione, e dovremmo sempre chiederci “chi è il soggetto?”. Comunque, alla fine della lezione, si dice che, pur non potendo frenare preventivamente lo sgorgare delle (più becere) passioni, l’emozione può e deve essere razionalizzata, attraverso un serio e responsabile atteggiamento riflessivo (basta con gli alibi postmoderni!), quindi capovolta e trasposta in altre (più sane) passioni, ossia in mitologie positive. Ricordo un certo Platone tra le nuvole, alle prese con i cavalli neri. Le passioni si possono, si devono domare: è questo lo slogan di base di ogni idealismo. Ricordo un certo Bataille che denunciava la trasposizione poetica dell’inconscio, dell’erotismo, della follia, di Sade: immacolata mitologia surrealista! Certo, l’inconscio è spazzatura, l’incoscio non è buono, forse è proprio cattivo; ma Lacan avvertiva: la psicoanalisi non è un idealismo! perché l’idealizzazione del sé è violenza al servizio dell’ordine sociale (Wu Ming 1 se ne rende conto, quando fa parlare Roland Barthes; ma Roland Barthes parla “in generale”, mentre lui riferisce la violenza idealistica “unicamente” all’America di Bush, e questo è violenza idealistica… in flagrante).   

Ci accorgiamo che nel discorso di Wu Ming c’è profumo di idealismo, nonché del suo necessario complemento morale (dualismo del bene e del male), quando entra in scena Furio Jesi, del quale viene ripresa la distinzione tra “mito genuino”, ossia universale, umanistico, non usato per volgari scopi politici (è il mito buono o positivo) e “mito tecnicizzato”, ossia particolaristico, disumanizzante e volgarmente ideologico (è il mito cattivo o negativo). Siamo d’accordo con questo modo di dividere, di distinguere, di separare? C’è chi ritiene che ogni mitologia rappresenti un problema, perché non c’è mitologia che non nasca “ingenuamente” buona… C’è chi ritiene che ogni umanismo rappresenti un problema, perché non c’è umanismo senza disumanizzazione (a meno che l’umanismo non sia forgiato nel cielo delle idee, appunto). Ecc. ecc. Fatto sta che, alla fine, si parla esplicitamente di un “mito deforme” (che poi sarebbe quello guerrafondaio, razzista, eugenetico, imperialista veicolato dall’americano 300). Scusate, se si denuncia il trattamento stigmatizzante che 300 fa subire a Efialte (un trattamento totalmente “finto”, se si considerano le fonti storiche sciorinate dall’erudito Wu Ming), il quale viene trasformato in un mostro secondo la classica equazione mostro=traditore, come si può contemporaneamente stigmatizzare certi miti come deformi? Son cose da guerra fredda, lascia stare… Comunque, sarebbero deformi i miti che non offrono nessun filtro o barriera alle nefandezze dell’inconscio. Rieccoci. Dunque, abbiamo bisogno di mitologie razionali o, almeno ragionevoli. Aiuto! Una nuova mitologia della ragione, un nuovo “Più antico programma sistematico dell’idealismo speculativo” (c’è chi vi vedeva la fonte battesimale del nazismo, si chiamava Philippe Lacoue-Labarthe ed era uno di estrema sinistra…).

L’idealismo ritorna. Quando Wu Ming, prima dice, citando Barthes, che una certa evaporazione della storia è necessaria per fare storia, come dire che ogni storia è sempre un po’ una “fiction” (quella che fanno i Wu Ming, per esempio); poi si mette a usare accademicamente le fonti (cioè a “bloccare” la storia-finzione), ma per dimostrare solo “una” cosa: che la finzione storica di 300 è un uso ideologico della storia stessa, cioè una mitologia deforme. Riassumendo: è vero che la finzione è necessaria per fare storia, il problema è che ci sono finzioni in bella forma e finzioni deformi, mostruose (finzioni-Leonida e finzioni-Serse? finzioni-Sparta e finzioni-Persia? no, non possiamo credere che volesse dire questo…).

Il problema di Wu Ming 1 è che ha una bella testa e che con la testa vuole spiegare tutto, ma proprio tutto (nel film scopre persino le deliberazioni ONU, bastone tra le ruote per la potenza imperiale di Sparta-USA). Ma è chiaro, no? Se 300 è mitologia deforme, tutto nel film è ideologico; e se tutto è ideologico, tutto può, deve essere interpretato e spiegato. Anche Freud voleva spiegare tutto (così ha messo la museruola ai lapsus e agli atti mancati), qui però è Marx in persona che smaschera definitivamente la propaganda neo-con.  

Il problema di Wu Ming 1 è che identifica - questo il succo della violenza idealistico-morale del suo discorso - ogni forma di bellicosità con il fascismo. Ma chi l’ha detto? Dove sta scritto? Non ci rendiamo conto che c’è in giro un pacifismo terorico di regime, pietra tombale su ogni rigurgito radicalmente politico? O c’è solo la pax “americana” (che poi è una guerra, e quindi è come dire che la guerra è “solo” americana)? La questione della violenza, della guerra, della possibilità del conflitto, delle forme di resistenza e di controcondotta va discussa, analizzata, pensata; soprattutto potremmo provare a metterci all’ascolto delle dichiarazioni di guerra degli Efialte di ieri e di oggi (e che sono sempre pochi, localizzati: aristocrazia delle donne e degli uomini infami), invece di tastullarci nel mito della fratellanza universale. Ma chi vuole una nuova mitologia della fratellanza universale? Solo perché è laica, razionale e di sinistra? Forse la vuole Papa Bertinotti I, e infatti la predica dallo scranno più alto del parlamento. In realtà, come è esistito il socialismo reale così esistonono le mitologie reali, e noi, senza accorgercene, rischiamo di diventare tutti “gli uomini del Presidente”… Ci solleva sapere che comunque siamo sulla strada giusta, che la nostra la mitologia è quella ”buona”?

Ma non si può solo distruggere, non si può restare solo sul terreno della critica dell’ideologia.  Ideologie no, mitologie sì. Tipica semplificazione di stampo idealista: le vere mitologie sono solo quelle buone, le altre sono ideologie travestite da mitologie (un po’ come i preti amano dire che “i preti pedofili sono mostri travestiti da preti”; che è tutto dire). Quali sono dunque le uniche mitologie che oggi meritano di portare questo nome? Solo un pazzo si sognerebbe di preoccuparsi ancora di questioni locali, nazionali (come se locale e nazionale fossero sinonimi: ma chi l’ha detto?); mentre qualsiasi persona ragionevole si preoccupa delle sorti dell’intero pianeta! Sarà… Perciò (Lyotard buttato via insieme all’acqua sporca degli alibi postmoderni) abbiamo urgente bisogno di veri miti, cioè di grandi narrazioni, di mitologie planetarie di fratellanza cui affidare l’alto ruolo pedagogico di una universale presa di coscienza della necessità di questa fratellanza (facendo però attenzione a non “deturpare” anche la benevola e sublime mitopoiesi universale con gli sfregi dell’ideologia; dunque il rischio c’è, ma ci piacerebbe soprattutto sapere come evitarlo…). Comunque, quanto lavoro per le avanguardie popolari, per le classi dirigenti demo-peda-gogiche!

Esiste un modello di questo mito ideale (di questo ideale di mito) a cui si possa fare riferimento? Certo, è l’antico mito “occidentale” di Europa: donna, figlia dell’Asia e sorella di Africa. Ecco la sublime, femminile fratellanza universale: Europa, Asia, Africa. Scusa Wu Ming 1, ma le Americhe (donne pure loro) dove sono andate a finire? (A dire il vero ci sarebbe anche l’Oceania, ma nel ragionamento sembra ininfluente). Dici che non bisogna disumanizzare, che bisogna fraternamente universalizzare, che bisogna abiurare la guerra; ma, alla fine, perché l’America sparisce completamente dalla cartina geografica? Più che un’amichevole mitopoiesi planetaria sembra una geopolitica da terza guerra mondiale (non orwelliana, certo, pacifica, cioè fredda, tutta di testa…).  

Caro Wu Ming 1, questa non è Sparta. Questo è il lapsus!

Fratello Milingo

Lunedì, 11 Giugno 2007

Notizie Trash

Posted in Action30 - 2, Bassa politica, Spazzature by Milingo

 

 Sharon Stone (copyright Bruno Mouron et Pascal Rostain).

Seguendo la pista scatologica, mi sono imbattuto in un articolo di Aprile OnLine intitolato: L’arte riparte dalla spazzatura. Si fa riferimento al lavoro di due fotografi fracesi di Paris Match che si son messi a fare il guardoni dei vip andando a frugare direttamente… nella loro spazzatura. Ecco cosa dicono Mouron e Rostain, presentando la mostra dal titolo Trash che si è da poco chiusa a Parigi: “Il cassonetto è l’abiezione definitiva. E’ anche più scatologico dei rifiuti corporei, è pornografico in quanto denuncia debolezze, difetti e devianze. La spazzatura mette in risalto le zone d’ombra, oltre a ciò che ci imbarazza”. Sarà…

Nello stesso articolo leggo inoltre che negli USA c’è una specie di società neo-tribale, i Mongo, che pratica il collezionismo scatologico: ne parla il saggista Ted Botha nel suo libro ‘Mongo: an adventure in trash’ (nell’edizione italiana ‘Mongo: un’avventura nella spazzatura’), ovvero una dettagliata panoramica su una vasta parte della popolazione statunitense che ha preso l’abitudine di frugare tra i rifiuti a scopi, non solo commerciali, ma anche collezionistici.

Il riferimento dell’articolo è: www.aprileonline.info/3465/larte-riparte-dalla-spazzatura

Per saperne di più sul libro “Mongo”: www.isbnedizioni.it/index.php?p=171

Milingo getta e usa