Sabato, 30 Dicembre 2006
La celebre rivista Wired che si occupa di tecnologia e del suo impatto sociale fa le pre visioni per l’anno venturo. Per leggerle basta andare sul sito di Repubblica.
Ecco cosa prevede riguardo “mondo reale e virtuale”.
Vita digitale
Il mondo reale sarà sempre meno distinguibile da quello virtuale. Una marachella apparentemente trascurabile su “Second Life” (verosimilmente un adulterio) darà luogo per la prima volta a un vero omicidio. “MySpace”, la comunità digitale patrocinata da Rupert Murdoch, esaurirà lo spazio, cedendo sotto il peso di milioni di adolescenti che bramano il proprio angolo di web. “Digg”, ultimo arrivato tra i network sociali, soppianterà “Friendster” nelle preferenze dei navigatori. Ma dovrà vedersela con un nuovo, temibile concorrente: la community dei maniaci (quelli di “Wired” la chiamano “PaedoSpace”), che farà proseliti anche nei palazzi del potere.
Ultrakorp
Venerdì, 29 Dicembre 2006
A proposito di reality e del loro potere di mutazione sociale, si era parlato di un reality dedicato alla caccia dei pedofili che aveva causato un morto tra i predatori…
Per chi volesse saperne di più:
http://www.msnbc.msn.com/id/10912603/
ultrakorp
Lunedì, 11 Dicembre 2006
Il nostro blog funziona - anche - da redazione.
La latenza di alcuni di noi in quest’ultimo periodo dipende dal fatto che stiamo preparando la prossima uscita di Action 30: La croce della normalità (I), “L’invasione dei supernormali”. Il lavoro redazionale “filtra” dal blog alla carta stampata.
Ma non dimentichiamo MAI che A30 è innanzitutto action!
Â
Venerdì, 8 Dicembre 2006
(Milingo riceve e, su gentile domanda, inoltra)
Vi rimando a un film che si chiama:
Shortbus (Usa 2006)
Distribuzione: Bim
Regia: John Cameron Mitchell http://www.shortbus.it/
In un’intervista mitchell sostiene che: “Il linguaggio del sesso è utilizzato come metafora per scoprire altri aspetti delle vite dei personaggi. ho sempre pensato che guardando due sconosciuti fare sesso puoi scoprire molte cose su di loro.Allo stesso tempo volevo fare un film in cui i personaggi e la sceneggiatura si sviluppassero attraverso improvvisazioni di gruppo, ispirate alle tecniche di John Cassavetes, Robert Altman e Mike Leigh. Ho voluto che nulla nel film fosse simulato, sesso compreso. Già nel 2003, quando ho iniziato a lavorare a questo film per i provini abbiamo evitato le star, sia perché non fanno sesso e soprattutto perché non avrebbero accettato di fare un workshop della durata di un anno. Abbiamo richiesto materiale video nel quale fosse riportata un’esperienza sessuale che per loro era stata particolarmente significativa dal punto di vista emotivo. Sono giunte oltre 500 cassette, nelle quali molti parlavano davanti alla macchina da presa, altri hanno realizzato dei cortometraggi, altri ancora cantavano, altri si masturbavano. Alla fine per i provini abbiamo scelto una quarantina di persone. Volevo che gli attori creassero insieme a noi e che man mano si costruisse fra di noi un rapporto di fiducia. All’epoca ogni mese facevo una festa (che si chiamava Shortbus). Volevo creare un’atmosfera da festa di liceali, mettevamo qualsiasi tipo di musica. Nella prima festa abbiamo fatto il gioco della bottiglia, così siamo riusciti a rompere il ghiaccio. Il giorno dopo, tutti gli attori hanno guardato le loro cassette insieme agli altri. È stato difficile, i contenuti delle cassette spesso erano veramente personali. Ma questo ha fatto sì che ognuno di noi capisse che ci trovavamo tutti nella stessa barca. Ho creato un’urna segreta, dove ognuno doveva dare un voto agli altri. Per le prime improvvisazioni abbiamo messo insieme le persone che si erano date il massimo dei voti. A quel punto è venuto fuori molto velocemente chi fossero gli attori naturali, sia che avessero studiato oppure noâ€.
_fine dell’intervista_ Volevo mettere in risalto il metodo che ha prodotto il film (tra l’altro è un metodo utilizzato anche da nostri cineasti come Garrone: vedi l’imbalsamatore e primo amore – non a caso pellicole che riguardano le relazioni e il corpo).
baci e abbracci
purusa