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Venerdì, 2 Novembre 2012
A volte ci si imbatte in personaggi particolari che nei piovosi pomeriggi tedeschi di fine estate raccontano del tempo che fu, un fu lontano perché forse é tempo ancor piü proibito dei 12 anni di stato di eccezione permanente hitleriano. Così, seduti sulla riva del Leine, il fiume che scorre dentro la cittä di Hannover, ci si sofferma su storie di uomini-lupi…Su quella stessa riva, nel 1924 alcuni bambini trovarono e iniziarono a giocare con alcuni resti ossei di altri bambini…cosa ci fanno resti ossei in un fiume? L´inquietudine serpeggiava nella cittä tedesca, al tempo tutt´altro che mite…la sparizione di bambini o ragazzini era all´epoca piuttosto consueta, meno consueto era il fatto che emergessero i loro resti in putrefazione. In un primo momento si cercò di coprire il caso, sostenendo l´ipotesi che si trattava di reperti di scarico della vicina facoltä di anatomia di Göttingen; la popolazione non la bevve e quasi per hobby o forse per timore si dedicò alla ricerca di resti…in breve furono ritrovati piü di 500 frammenti ossei, appartenenti ad almeno 22 ragazzi tra i 9 e i 12 anni. Dopo una breve indagine si giunse all´arresto di Fritz Haarmann, omosessuale e pedofilo, noto alle forze dell´ordine con le quali collaborava in qualitä di spione, nonché venditore di roba usata e wurstel al mercato nero. Haarmann ammise di aver sedotto, abusato e letteralmente macellato i ragazzi, si difese da solo e condusse tal difesa in maniera grottesca ma mediatica- un processo reality ante-litteram; era convinto che i suoi atti gli avrebbero garantito allo stesso tempo la forca e la gloria. Affermava, cosa effettivamente avveratasi, che sarebbe diventato il personaggio di Hannover piü famoso al mondo. Il suo agire fu ricondotto d quasi tutti gli ispettori ed esperti “psi” alla sue pratiche sodomitiche, a disturbi edipici e all´epilessia. Medicalizzato e ricollocato nella mitologia dei lupi mannari…Quasi tutti, tranne uno, Theodor Lessing. Filosofo ebreo prese anch´egli parte - raccomandato da Freud- agli interrogatori di Haarmann ma andö oltre la medicalizzazione e vide nel licantropo di Hannover, molto piü che l´incarnazione temporale e accidentale di una figura mitologica; piuttosto si trattava di un segno proprio di una societä che lasciava vite indegne di essere vissute- vite spazzatura- nelle mani di lupi. Lessing sottolineò che Haarmann era perfettamente integrato nella vita di Hannover, era un´informatore della polizia, tutti conoscevano le sue pratiche sessuali, lo vedevano spesso entrare in casa sua accompagnato da ragazzini- che mai uscivano se non in piccoli pezzi, scaricati nel fiume- sapevano che addescava ragazzini alla stazione, tutti compravano la roba usata “confiscata” alle sue vittime e compravano le sue salsicce e la sua carne in scatola che Fritz vendeva a basso costo. Probabilmente il basso costo era da imputare al fatto che la carne di Haarmann, altro non era che la carne macellata delle sue vittime. Su questo particolare il licantropo fu piuttosto vago; ne ammise, ne nego, si rifiutö di fornire alcun particolare e riferà solo di aver anche esportato la sua carne…diavolo di un licantropo getto nel panico in un´intera nazione, tutti potevano essere potenziali cannibali… Tornando a Lessing, l´inquietante della sua perizia stava nel fatto che mostrava l´importanza di Haarmann e del suo agire per la vita “sana” di Hannover. Il licantropo era una sorta di spina dorsale dell´economia e in quanto tale sul banco degli imputati doveva salire l´intera societä di Hannover…insomma Haarmann in fin dei conti non era che una catena dell´ingranaggio, il water della cittä, da scaricare il prima possibile. Lessing per queste sue perizie, apparse sotto forma di articoli di giornali, fu criticato ed espulso dal processo. Qualche anno dopo fu assassinato a Praga da altri licantropi, perché ebreo, critico e antifascista e dunque indegno di vivere. Fu il primo ebreo ucciso dalle SS all´estero. Il cerchio si chiude.
Utz Anhalt, il cantastorie che mi ha gentilmente raccontato questa storia real-horror, il cui sogno é girare un film con Tim Barton e Deep sul licantropo di Hannover, non si é limitato a narrare. Partendo dagli articoli di Lessing ha interpretato le vicende di Haarmann attraverso le categorie e il metodo utilizzati da Klaus Theweleit nel suo Männerphantasien. Il profilo mentale di Haarmann si adatta perfettamente, insomma il licantropo di Hannover non sarebbe altro che un nazista ante-litteram o forse dovremmo dire un gia-nazi senza nazi. Del resto, commenta Anhalt, Haarmann stando alle testimonienza dei suoi insegnanti, era privo di personalitä, agitato da un conflitto edipico permanente, piuttosto asociale nell´adolescenza ma si dimostra molto abile e integrato nella vita militare - era uno dei migliori tiratori del suo corso-. Una caduta da cavallo, ossia una crisi epilettica gli impedisce di continuare la carriera militare e lo riconsegna letteralmente alle fogne, dove si scaricano e si riciclano le vite indegne di essere vissute. Probabilmente “la caduta” ha semplicemente velocizzato il licantropismo, che di li a poco avrebbe portato un intera generazione e popolazione a vivere di produzione di cadaveri.
Insomma Fritz Haarmann il licantropo ci insegna e svela non ultima anche l´essere barocco dei processi. Il processo Haarmann é un´anticipazione di Norimberga, i lupi sul banco degli imputati e coloro che dell´agire del lupo godevano chiusi nel silenzio. Tra un Göring o un Herman Hess ed Haarmann o meglio tra la loro funzione sociale passa meno differenza di quanto sembri e in fondo funzionano anche e sopratutto come una sorta di talismano o cubo cosmico che assorbe l´oscuritä, il nero, il male, lasciando l´altra parte, opaca, grigia, liscia come giä Lessing intuiva.
Mercoledì, 23 Novembre 2011
Sono stati denominati “omicidi” del kepab. Si tratta di una serie di azioni di una cellula di estrema destra culminate nell´uccisione di 9 immigrati e 1 poliziotto. La Germania del buon governo, dell´economia sociale di mercato, della BCE, della über-governance, dell´economia politica da estendere ai soci europei riscopre fantasmi che sembravano inghiottiti dal vortice della storia e dall´emblema dell´ Euro a Willy Brand Platz; é attonitä. Com´é possibile si chiede, dov´erano i governi?, perché questo nonostante le nostre buste paga profumate dell´euro fumante della tipografie comunitarie, le politiche integrative, il sostegno scalastico che fin dalla piü tenera etä si pre-occupa del sorgere di anomalie?; da dove sbucano fuori questi marziani con le teste rasate, con le svastiche tatuate, cresciuti a pane ed odio verso il nero, il turco, l´italico, il “wesso”?
La politica in quasi tutte le sue vesti si é mossa in maniera energica ma soprattutto banale. Oltre alla classica, naturale, dogmatica condanna educata delle azioni dell´estremismo di destra sta varando una serie di misure che vanno dalla esclusione/cancellazione dell´NPD ( il partito nazionalista tedesco, una sorta di An o MSI crucco) ad una massiccia estensione dello stato di polizia, che prevede una schedatura e monitorizzazione costante delle attivitä- o per dirla chiaro e tondo- della vita degli attivisti di destra. A questo bisogna aggiungere lo studio e il vaglio di norme-non norme che possano garantire una maggiore libertä- autonomia direbbe Schmitt- alle forze di polizia, in modo che possano colpire piü agevolmente l´estremismo di destra. Certo, ad un primo sguardo, si potrebbe restare abbagliati dalla luce di una cosi energica posizione da parte di una democrazia, soprattutto se si pensa ad esempio all´Italia dove la storia repubblicana é costellata di accordi neanche troppo esoterei tra governo e destra xenofoba, la cui ultima incarnazione é senz´altro il nordismo della Lega. Eppure c é qualcosa che non torna, un cortocircuito, basta mettere degli occhiali per sviare l´effetto bagliore e penetrare in profonditä. Cosa sono divieti, schedature e controlli se non la fenomenologia di una governa-mentalitä fascista. Sorge la domanda inquietante, si puö combattere il fascismo con metodi fascisti? E il fatto che questa domanda resti nell´oblio- un oblio che nella sua forma di lapsus dice molto- é testimoniato da un particolare non certo irrilevante; perché non si parla di fascismo ma di estremismo di destra o estrema destra? Chi ha paura del fascismo? cosa implicherebbe la parola fascismo? Lascio aperti questi interrogativi che meritano discussioni a partire dai pericoli derivanti dall´uso del termine “estremismo” e mi soffermo un momento sulla ricezione analitica della questione.
L´editoriale del Sud deutsche Zeitung, giornale progressista tedesco, cercava di ricostruire il profilo sociologico della “Brauen Arme Fraktion”. Figli di onesti lavoratori ma residenti nella germania orientale. Quale migliore palliativo che scaricare la responsabilitä storica sulla defunta DDR. Giochino che nella splendente Repubblica democratica Tedesca funziona sempre…Democrazia uguale luce e DDR uguali mostri. Dietro questa equazione c´é molto piü che una semplice competizione che ha giä sempre il suo vincitore a priori. C´é la tranquilla risposta… fin quando c´é democrazia, questo tipo di democrazia social-liberale su base nazionale, si puö stare tranquilli e i mostri non sono il rigurgito delle forme di governo applicate in questo contenitore politico ma il risultato della sua non applicazione totalizzante; del fatto che esistono ancora zone buie non irradiate dalla sua luce. Ancora una volta il fascismo prende le sembianze del cubo magico capitato per caso tra le mani del teschio rosso.
garrincha redivivo e preoccupato.
Lunedì, 29 Novembre 2010
Le frasi celebri di Mike diventano le luminarie di Natale a Milano

vedi galleria immagini
Da L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchio e nuovo fascismo:
(…) Poco prima di ricevere il ben servito da Mediaset, dopo quasi trent’anni di dedizione totale alla causa, Mike Bongiorno viene celebrato in una puntata di Vite Straordinarie, trasmessa su Rete4 il 19 novembre 2008. È l’apoteosi. Il pubblico mi ama, io ricambio con il cuore in mano. Principale testimonial del programma, un Silvio Berlusconi nelle vesti ufficiali di Presidente del Consiglio. Riprendendo il tema della funzione omologante della tv ma in un’accezione affatto positiva, Berlusconi dipinge il conduttore di Lascia o raddoppia? come l’autentico eroe dell’Unità d’Italia. Mike è “visibilmente†commosso. Il pubblico lo rincuora applaudendo a scena aperta. Ma c’è una nuvola che aleggia sul mito e che richiede di essere dissipata una volta per tutte. Se Berlusconi è fermamente convinto che Bongiorno abbia insegnato l’italiano agli italiani, Umberto Eco invece, nel suo celebre scritto del 1961, aveva sostenuto l’esatto contrario. «Sì, ci rimasi molto male» dice Mike «perché fra me e me dicevo: questo signore, che è un uomo di cultura, evidentemente non ha capito cos’è questo mezzo, perché la televisione è un mezzo per la grande massa…». Ma l’uomo di cultura incombe, non è facile scrollarsi di dosso l’ombra del prof. Eco. Allora Mike, candidamente, aggiunge: «Lui lo nega, ma in quel periodo scriveva molte domande che noi facevamo a Lascia o raddoppia?» (all’epoca Eco lavorava in effetti per la Rai). Una staffilata da far venire i brividi. Joseph Goebbels, ministro della propaganda del III Reich, diceva di non poter sentir parlare di cultura senza che gli venisse voglia di mettere mano alla pistola. Il tono di Mike è decisamente più disteso e pacifico, ma non ci si lasci ingannare: qui siamo alla resa dei conti del Kulturkampf tra cultura di massa e cultura d’élite che alla fine ha visto uscire trionfante la tv. O almeno è quello che Mike vuol credere e farci credere. Insomma, basta guardare Berlusconi nel suo ufficio a Palazzo Chigi per rendersi conto che la tv ha scalato tutte le vette e adesso le manca solo il premio Nobel (o i funerali di Stato, che saranno effettivamente riservati a Bongiorno dopo la sua morte, sopravvenuta l’8 settembre 2009). No, per liquidare definitivamente il vecchio rivale, Mike non ha bisogno di mettere mano alla Luger. Gli è sufficiente ricordare che il prof. Eco era uno dei galoppini al suo servizio, stipendiato dalla tanto vituperata tv (…)
ALLEGRIA!!!
Domenica, 14 Novembre 2010
 
Padova. Racconto choc di un minore disabile: mi hanno picchiato e dato fuoco
Il ragazzino è rientrato a casa con diverse ustioni e ha detto alla madre di essere stato cosparso di alcol e poi incendiato.
leggi articolo
Ovviamente, come spesso accade, la categoria “bullismo” serve soprattutto a farci dormire sonni tranquilli e occulta il problema più di quanto non lo spieghi.
Non ci resta, allora, che rimandare all’ormai lunga serie di episodi analoghi da noi registrati e commentati, nei quali si dà letteralmente fuoco a quelli che le nostre società (NB: non solo i giovani delinquenti…) considerano come rifiuti tossici da smaltire nel modo più rapido ed efficace… Â
vedi:
Italia Burning 3
Aggredire un clochard è un atto “razzista”?
Ancora un barbone aggredito: “Nastro Bianco†all’Italia
Mercoledì, 29 Settembre 2010
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Razzismi al contrario… in Svizzera i ruba-lavoro ed i criminali sono Italiani. Chi la fa l’aspetti
VEDI VIDEO
Mercoledì, 29 Settembre 2010
Secondo voi, Pasolini avrebbe qualcosa da dire sulla faccenda Lele Mora e Corona? Corpi consumati dal mercato, libertà che diventano doveri, mondi culturali consumati dai media, modelli irrimediabilmente più forti della libertà … ed il moralismo dei pochi (specie quello di alcuni intellettuali)  ancor più bigotto e tristemente miope della nuova religione del “tape” e dell’ APPAIO dunque SONO. Quando dai “Ragazzi di vita” si passa a Salò, e di più, ora le vittime sono i perpetuatori di nuove torture. Fascismo vecchio e nuovo, dunque, è sempre la stessa storia.
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Sabato, 10 Luglio 2010
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“Patrons voyous!” gridavano qualche tempo fa gli operai francesi. Esagerazione? Che dire allora dei KILLER DI AZIENDE?
In manette i “killer di aziende”. Arrestati 7 manager per bancarotta
L’unico a non essere finito in manette è Samuele Landi, ex presidende del cda di Agile e amministratore di Eutelia. È a Dubai, dove si cercherà di prenderlo
di ELSA VINCI
ROMA - «Killer di aziende. Hanno messo in strada i dipendenti deliberatamente, c’era un patto dietro il fallimento della società ». Arresti e 22 perquisizioni in tutta Italia per la bancarotta milionaria Agile-Eutelia, importante gruppo societario nel settore delle telecomunicazioni e dell’information technology. Otto le ordinanze di custodia cautelare, sette eseguite, l’unico a non essere finito in manette è Samuele Landi, ex presidende del cda di Agile e amministratore di Eutelia. È a Dubai, dove si cercherà di prenderlo.
Nel novembre dell’anno scorso era entrato nella sede romana di Eutelia, occupata dai lavoratori, capeggiando un gruppo di vigilantes e minacciando i dipendenti… (leggi seguito)
Martedì, 6 Luglio 2010
 
A me questo fatto di cronaca recente ricorda molto un libro di Mircea Eliade, Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi. I parallelismi fra mondo dell’azienda e mondo degli spiriti aumentano vertiginosamente, mi sa che sta nascendo una nuova branca del marketing, l’invocazione degli antenati.
(dal Corriere della sera)
Sui carboni ardenti alla convention
Nove agenti immobiliari ustionati
Motivation day» all’albergo Villa Icidia, in zona Vermicino. Per i ricoverati dieci giorni di prognosi
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ROMA - Deve essere diventato una vera giungla, il mercato immobiliare, un’arena infuocata: proprio come camminare sui carboni ardenti. A rischio di bruciarsi i piedi. È quanto è successo domenica pomeriggio a nove agenti immobiliari di uno dei più importanti gruppi italiani, che hanno avuto la ventura di partecipare ad un «motivation day»: uno di quei corsi per manager e venditori in cui, per «sviluppare la propria energia» e «raggiungere nuovi e ambiziosi obiettivi», si viene invitati a partecipare a sfide varie, «prima di tutto con se stessi». Come una passeggiata a piedi nudi sui carboni ardenti. Risultato: ustioni, per fortuna leggere, per nove incauti venditori, fra cui alcune donne, che hanno finito la serata al pronto soccorso, fra l’ospedale di Frascati e il Sant’Eugenio di Roma. Le prognosi sono inferiori ai 10 giorni, con i carabinieri al lavoro per accertare eventuali responsabilità penali. «Ma se non ci saranno denunce la storia per noi si chiude qui», spiegano gli investigatori.
Teatro della disavventura è stata Villa Icidia, hotel ristorante immerso nel verde nella zona di Vermicino, non molto lontano da Frascati. «Mi avevano chiesto di preparare il percorso sulle braci, nel giardino, con la sabbia intorno— racconta Serafino Bisirri, direttore dell’antica e romantica villa trasformata in albergo —. Ho fatto accendere il forno dalle due, se mi è sembrato strano? Un po’, ma quattro o cinque anni fa lo avevano già fatto, non ricordo se era la stessa agenzia, era andato tutto bene». Fatto sta che dopo il passaggio del «motivatore» professionista, Alessandro Di Priamo, gli altri si sono fatti convincere a seguirlo. Mal gliene incolse: «Mi ha avvisato un mio dipendente, quei poveracci si lamentavano per il dolore — racconta ancora Bisirri —. Ho fatto portare delle patate affettate. Al paese mio, Poggio Moiano, in Sabina, per le scottature si usa così». Ma i rimedi della nonna non sempre sono sufficienti, tanto che le vittime hanno preferito farsi vedere dai medici, piuttosto che sopportare stoicamente.
Nonostante la prova di coraggio quindi i nove agenti immobiliari non sono riusciti a «cambiare i propri stati d’animo ed i comportamenti per essere in grado di compiere azioni concrete ed ottenere nuovi risultati», come spiega il sito di Di Priamo, ex atleta di buon livello e (lo spiega lui nelle sue note biografiche) ex venditore porta a porta. Il «firewalk» è solo una delle sfide che propone nei suoi corsi: «La pirobazia aiuta le persone a formarsi una nuova rappresentazione interna delle proprie possibilità . Se qualcosa che appariva “impossibile” era soltanto una limitazione della mente, quante altre “impossibilità ” saranno in effetti altrettanto possibili?». «Io la gente non la capisco più — commenta però il direttore dell’albergo —. So soltanto che mi avevano prenotato anche la cena, per 44 persone, e invece sono andati via tutti. Davvero, ho buttato un sacco di roba, che peccato».
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Venerdì, 18 Giugno 2010
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La rivista di schizoanalisi Chimères, fondata da Deleuze e Guattari, segnala l’uscita di L’uniforme e l’anima sul numero 72 intitolato Clinique et Politique:
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Giovedì, 17 Giugno 2010
Per chi sognava che la crisi economica avrebbe destabilizzato il modello neoliberale, il risveglio dev’essere stato brusco. Il caso Fiat a Pomigliano d’Arco mostra efficacemente come, al contrario, la crisi possa essere usata per rosicchiare l’osso (ossia tutto quello che resta) dello stato di diritto e dei diritti dei lavoratori. In nome della “sopravvivenza”, prendere o lasciare…
Si legga a questo proposito l’interessante e, ragionevolmente, drammatico editoriale di Marco Revelli su “il manifesto” del 16 giugno 2010, intitolato La legge del più forte, di cui riportiamo qui qualche significativo passaggio. Â
“…a Pomigliano quello che muore non è solo un modo di fare sindacato, ma è la nostra stessa modernità industriale, fatta di conflitto, negoziazione, regole e normative, a rischiare di dissolversi. E quello che si profila è un nuovo «stato di natura», in cui a contare è ormai solo la legge del più forte, momento per momento, occasione per occasione. Un mondo che non è solo post-socialista e post-novecentesco, ma che vede travolgere le stesse basi del più antico «stato liberale»: quello del costituzionalismo, dell’impero della Legge, dello Stato di diritto. Potrà apparire un caso, ma che nel medesimo tempo si allineino nel cielo del nostro paese - come in un’infausta congiunzione astrale - l’attacco di Berlusconi alla Costituzione, la legge-bavaglio dell’editoria e il «lodo Marchionne» (sbandierato da fior di ministri come «nuovo modello» di relazioni industriali), suona come un pessimo auspicio. E che a trainarci oltre quel confine sia uno come l’A.D. della Fiat, che non è un «fascista», che non veste l’orbace ma un maglioncino casual ed è stato a lungo un esempio di liberal progressista, non ci rassicura affatto. Anzi, ci spaventa di più….”
Sono sempre i manager, legittimati dal nuovo imperativo categorico che ingiunge di “gestire tutto, costi quel che costi”, a spingere sull’acceleratore della catastrofe portandoci oltre i limiti che la stessa cultura liberale prescrive. Nell’Uniforme e l’anima lo diciamo abbastanza chiaramente, sulla scorta di alcuni romanzi di James G. Ballard i cui protagonisti sono appunto dei manager-coach ad alto contenuto trasgressivo, e anche l’A.D. della Fiat, con il suo maglioncino casual e la sua formazione filosofica, potrebbe essere un personaggio molto ballardiano…Â Â
Tuttavia, il valore d’uso della catastrofe continua a restare in bilico. Una variante del “benvenuta catastrofe” sembrerebbe fornircela la recente presa di posizione di Obama, che predica il passaggio all’energia pulita dopo la marea nera che ha investito le coste degli Stati uniti.
La missione di Obama: “Energia pulita, è l’ora”
Primo discorso alla nazione in diretta tv dedicato all’emergenza della marea nera: “Bp pagherà , vinceremo questa guerra. Ma dobbiamo agire: non possiamo consegnare ai nostri figli questo futuro”
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