Giovedì, 25 Giugno 2009
Volevo sottoporre alla vostra attenzione e critica questa lettera
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-10/lettera-farinella/lettera-farinella.html?ref=search
AldilĂ di essere d’accordo o meno, io personalmente lo trovo un pò dipietrista, ciò che mi piacerebbe capire e se si può parlare di ”rivolta” (ehm un un pò troppo) facciamo attacco al potere patorale, certo in nome di altro pastorato, ma tanto vale capire il tipo di attacco. A me sembra che questo prete, usi la questione Berlusconi come grimaldello per attaccare in realtĂ la biopolitica cattolica. Non a caso i suoi riferimenti, Englaro, i DICO, i finanziamenti alle scuole private, sono i tempi piĂą cari al governo cattolico, quelli sui quali c’è stata piĂą pressione, quelli che riguardano piĂą direttamente la vita delle persone, dei fedeli da “salvare”. Certo il Farinella si sofferma oltremodo non sul fatto che questo tipo di biopolitica sia sbagliata ma che sia perdente, ossia che quelle stesse vite che si cerca di governare attraverso un determinato agire politico si vanno in realtĂ perdendo. Ciò che mi sembra interessante è in realta la prospettiva dello scontro, il fatto che un prete di strada tenti di asportare il monopolio del magistero, ossia del pastorato. Del resto, anche se non lo dice, ma lo si deduce, il Farinella imputa alla gerarchia Ecclesiale, di avere nei confronti dell’attuale governo un atteggiamento simile a quello avuto nei confronti del Fascismo; sembra quasi dalle tonalitĂ di temere il riproporsi di nuovi sciagurati patti lateranensi che si ergono sulla vita delle persone (dununcia sul silenzio circa i respingimenti, ma anche l’indistinzione nei rimproveri, “dire tutti” è dire nessuno). Il problema è capire se e quando, possa una certa riflessione estendersi verso il basso e possa creare canali di comunicazione. Personalmente resto scettico, trovo ancora troppo monolitico e forte il Ratzingeresimo e poco controconducente il cattolicesimo attuale, però non si sa mai, magari lo scontro si allarga…
garrincha scetticurioso
Lunedì, 21 Luglio 2008

E’ il titolo di un libro, uscito negli ultimi giorni, di Federico Boni (Meltemi, euro 15,20): l’immagine in copertina dice molte cose, e il contenuto, probabilmente, ancora di piĂą. Ecco quel che si legge nella quarta di copertina:
“Lo abbiamo visto e lo vediamo dappertutto: sullo schermo televisivo nelle nostre case, sui cartelloni per le strade, sui giornali. Silvio Berlusconi è ovunque: caleidoscopico, seriale, come una fiction televisiva, come un reality show, come l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilitĂ tecnica. Questo libro si propone come un viaggio all’interno di uno dei fenomeni politici e mediatici piĂą interessanti dell’Italia degli ultimi quindici anni (o poco meno): la spettacolarizzazione di Berlusconi.
Prendendo in esame testate giornalistiche ed eventi specifici, l’autore indaga le condizioni di produzione e riproduzione di un corpo che è diventato paradigmatico delle più recenti trasformazioni dello scenario politico e mediatico italiano. Dopo aver analizzato le modalità in cui si dipana la fenomenologia di Berlusconi sulla nostra stampa, Boni esplora l’universo femminile che circonda il Cavaliere, universo considerato soprattutto come declinazione femminea del “corpo mediale del presidente”.
Berlusconi è un superleader di massa perchĂ© le sue rappresentazioni sono tutte interne alla logica della popular culture, hanno a che fare con le poetiche televisive del reality, della soap, della fiction seriale, del cartoon. Questo viaggio porta dunque dai re taumaturghi medievali alle puntate di South Park e dei Simpson, passando per Stranamore, il Grande Fratello, Nip/Tuck, le soap opera, le telenovelas, E.R. e il Dr. House. Una pop-politica, a cui corrisponde la figura di un pop-Berlusconi”.
E’ forse un’ulteriore conferma del fatto che un’analisi actionista del fenomeno ben rappresenterebbe una “quarta via” alternativa alle letture agiografica (a destra), riformista (a sinistra) e giustizialista (Travaglio, Grillo, etc.)? Personalmente, ritengo tale questione del “pop” (pop-politica, pop-filosofia, pop-cultura) fondamentale, soprattutto quando si fa un’analisi delle forme possibili di contestazione del potere e delle modalitĂ con cui quest’ultimo recupera (come diceva Basaglia) le prime. Ma mi riservo di ritornarci in seguito, con un post dedicato. Per il momento, buona super-pop-lettura.
Vincent P(op).
Giovedì, 21 Febbraio 2008
Una delle solite grandi firme dell’abbigliamento sportivo ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria nella quale appaiono dei giocatori di calcio dalle sembianze di satiri hi-teach: busto d’uomo e gambe… di Pistorius! (vedi immagine)
Ah, santa creativitĂ dei creativi, santissima voglia di vendere, a tutti i costi.
Comunque, a questo punto il comitato olimpico dovrebbe coerentemente escludere dai prossimi giochi di Pechino la suddetta marca di abbigliamento sportivo. Via le scarpette e le magliette e le mutandine con il simbolo del puma.
Martedì, 5 Febbraio 2008
Gioca anche tu al pacman-spazzatura
Ringrazio per questa segnalazione Anna Lisa from Roma
Inoltre segnalo la campagna pubblicitaria della Ryanair sulla monnezzaÂ
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Giovedì, 31 Gennaio 2008
Invisibili nella vita, nel lavoro e spesso nella morte!
Medici senza frontiere nel sud italia.
s.comunica
Mercoledì, 30 Gennaio 2008
Con il nome di strage di San Valentino si identifica il massacro compiuto a Chicago il 14 febbraio 1929 con il quale gli uomini di Al Capone sterminano la banda di Bugsy Moran.

I DIRITTI SONO CARNE
Come ogni anno, il 14 febbraio il mondo si tinge di rosa per festeggiare gli innamorati (possibilmente etero).
Il nostro ricordo va ai DICO, vittime anche quest’anno di una strage tutta italiana.  Â
vedi s.comunica DUE RAGIONI PER AGIRE
Venerdì, 25 Gennaio 2008
brief sull’omofobia: ci è arrivata questa commissione per una campagna di comunicazione sociale.
s.comunica
Venerdì, 25 Gennaio 2008
Di oggi, guarda un po’, la presa ti posizione del papa sulla televisione, i nuovi media ecc.
Interessante la presa di posizione di Oliviero Toscani che viene riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno solo su carta.
s-comunica